La grammatica ti salverà la vita

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Si chiudono le scuole, iniziano le sognate e meritate vacanze per bambini e bambine. Ma cosa leggere durante le lunghe giornate estive? Ecco un consiglio che vi piacerà: La grammatica ti salverà la vita di Massimo Birattari.

 

Come è nata l’idea di proporre questo filone dedicato ai giovanissimi?
L’idea è venuta alla casa editrice. I libri della collana “Saggistica narrata” di Feltrinelli Kids affrontano in maniera brillante e sovente narrativa le materie che studiano i ragazzi delle elementari e delle medie. Mancava un libro sulla grammatica italiana, e l’hanno chiesto a me, visto che avevo scritto una grammatica pratica per adulti (Italiano. Corso di sopravvivenza) e libri divulgativi per ragazzi per la collana “Brutte storie” della Salani. Così è nato Benvenuti a Grammaland. Siccome il libro è piaciuto, e avevo ancora molti argomenti da trattare, ho continuato con La grammatica ti salverà la vita

Nella scrittura dei suoi libri si consulta con qualche giovane studente per suggerimenti e consigli?In realtà uso come cavie i miei figli. Quando ho cominciato avevano la maggiore 15 anni e il minore 12, quindi erano abbastanza vicini al mio target. E purtroppo per loro continuo anche adesso a tormentarli con i miei capitoli, man mano che li scrivo.

La grammatica, da sempre considerata noiosa e faticosa da buona parte degli studenti, in questo libro viene presentata in una modalità coinvolgente: coniugare avventura, gioco e scuola è stato difficile?La cosa più difficile è fare in modo che gli esercizi di grammatica o di scrittura non siano parti estranee rispetto alla vicenda romanzesca ma ne facciano parte, anzi ne diventino elementi indispensabili. Questi libri sono creature ibride, per metà romanzi e per metà, se non libri scolastici, di sicuro testi di divulgazione. La cosa essenziale è che nella lettura non si noti il passaggio da un genere all’altro. E credo che, da questo punto di vista, La grammatica ti salverà la vita abbia raggiunto l’obiettivo.

Quali riscontri ha avuto dal suo pubblico? E quali sono state le parti più apprezzate dai ragazzi?
In questi tre anni ho fatto quasi 100 presentazioni in scuole, librerie, biblioteche, festival letterari, e ho incontrato circa 7500 ragazzi (e qualche centinaio di insegnanti e genitori). In molti casi, i ragazzi hanno già lavorato sul libro, di solito su suggerimento e con l’aiuto degli insegnanti, e dunque hanno pronte anche molte domande da farmi. In generale, i lettori amano le parti avventurose, ma non si tirano indietro quando si tratta di fare quiz grammaticali o esercizi di scrittura.

In un mondo dominato da videogiochi e intrattenimenti elettronici come viene accolto dai ragazzi un libro che racconta, seppur in maniera avvincente, la grammatica italiana?
Proprio perché so di dover fronteggiare la concorrenza di mezzi di comunicazione e di intrattenimento molto potenti, mi sono sempre sforzato di inventare ambientazioni e strutture narrative capaci di conquistarsi l’attenzione dei ragazzi. Così per Benvenuti a Grammaland ho immaginato di spedire protagonisti e lettori in un parco dei divertimenti in cui ogni attrazione avesse a che fare con la grammatica (il tirassegno all’accento sbagliato, l’ottovolante dell’apostrofo, il parco acquatico della Q…). La grammatica ti salverà la vita è un romanzo horror (be’, horror-comico…) che evoca situazioni classiche dei film dell’orrore (la casa stregata e l’assedio delle creature delle tenebre, che qui sono attratte non dall’odore del sangue ma dagli errori grammaticali). E l’ultimo libro della serie – non più sulla grammatica ma sulla scrittura: Scrivere bene è un gioco da ragazzi – rimanda esplicitamente ai videogiochi: i ragazzi protagonisti finiscono dentro un videogioco, Scriptoria, i cui 10 livelli corrispondono ad altrettanti esercizi di scrittura. Ed è un videogioco davvero straordinario, perché nel mondo di Scriptoria le cose scritte bene prendono vita, e dunque accompagnano i protagonisti nella loro avventura, e la storia complessiva è in senso stretto il risultato degli esercizi di scrittura. L’idea, insomma, è di proporre libri che evochino realtà vicine all’esperienza (e ai gusti) dei lettori, e proprio per questo riescano a “contrabbandare” attraverso le attrazioni dei parchi dei divertimenti, i film horror, i videogiochi regole grammaticali e consigli di scrittura.

Ha in preparazione altri titoli dedicati alla lingua italiana, utilizzando sempre questo registro?
Sto scrivendo il quarto volume della serie. Dopo la grammatica e la scrittura, questa volta il tema sarà la lettura. Infatti il titolo provvisorio è Leggere è un’avventura, e lo scopo è quello di convincere i ragazzi (ma anche insegnanti e genitori) che la lettura non è un’attività noiosa o punitiva, ma un mondo in cui perdersi e in cui ritrovarsi (per scoprire magari la parte più vera di sé). Ed è un libro composto in parti uguali di grandi classici della letteratura per ragazzi, puro fantastico e reality televisivo…

 

Massimo Birattari è laureato in Storia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Redattore, traduttore, consulente editoriale, è autore di una grammatica pratica, Italiano. Corso di sopravvivenza (2010), e di un “manuale di stile”, È più facile scrivere bene che scrivere male (2011). Ha curato Io scrivo, corso di scrittura in 24 volumi del “Corriere della Sera” (2011). Tra i suoi libri per ragazzi, I rivoltanti romani (con Terry Deary; 1998), I barbuti barbari (con Chicca Galli; 2008), Vite avventurose di santi straordinari (con Chicca Galli; 2009) e, per Feltrinelli “Kids”, Benvenuti a Grammaland (2011), La grammatica ti salverà la vita (2012) e Scrivere bene è un gioco da ragazzi (2013).

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