Iuliana Anghel di Radio Romania e la sua Via Tolosana

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31 maggio GISCARO – ISLE ARNE'
La prima giornata di cammino mi dà la “benvenuta in Guascogna!” con il “battesimo” della pioggia. In Romania si dice che le cose che si fanno con la pioggia portano fortuna…Ci siamo limitati ad ammirare questa bella regione storica del sud-ovest della Francia, che vanta un ricchissimo patrimonio culturale e paesaggistico. Scopriamo che, a differenza di altre regioni, come Bretagna o Normandia, il nome della Guascogna non è stato mantenuto nell’attuale divisione amministrativa della Francia. Tra belle case nascoste dietro i cespugli mediterranei e riserve di caccia –qua e là salta qualche lepre o capriolo – appaiono i campi coltivati che, a causa della pioggia che non finisce più, sembrano piuttosto delle risaie. Incontriamo dei cartelli che indicano “route barée”, in quanto alluvionate…Ma ce la facciamo e la sera ci porta un regalo gastronomico di fois gras e canard. Sono contenta di scoprire che, oltre ai pellegrini italiani, francesi, inglesi e olandesi, c’è anche qualche romeno che va a Santiago… così ci racconta una dipendente dell’albergo.

1 giugno ISLE ARNE' – AUCH
Una leggera pioggerellina, che poi smette, per arrivare belli e asciutti a Auch, capitale storica della Guascogna. Un percorso in cui abbiamo scoperto anche la prima freccia gialla del Cammino di Santiago della mia tappa, attraversando solo due paesini, sempre con case belle circondate da fiori di tutti i colori e vegetazione mediterranea. Saluto in particolare la ginestra che mi piace tanto… Avvistiamo persino uno scoiattolo che attraversa di corsa la strada. Insomma, un percorso tranquilo, tra le belle vallate della Guascogna, dove tutto sa di D’Artagnan, il celebre eroe che ha ispirato Alexandre Dumas nello scrivere “I tre moschettieri”, che peraltro è davvero esistito. Ad Auch, città che deve il suo nome alla tribù degli Ausci, che aveva occupato il posto prima della conquista romana avvenuta verso il 50 av. C., ci accoglie l’imponente cattedrale Santa Maria, costruita in stile tardogotico tra il XV e il XVII secolo – una tappa importante nel Cammino di Santiago. Una città pittoresca, con tante strade piccole, che formano tutt’un labirinto al centro, con negozi, caffè e ristoranti. Dentro la cattedrale ammiriamo le belle vetrate cinquecentesche, patrimonio dell’Unesco. E, siccome siamo sempre nelle terre di D’Artagnan, non poteva mancare la sua statua. Tanto da vedere in queste terre della lingua d’oc, dei trovatori e del loro amor cortese, fiorito alle corti di Eleonora d’Aquitania...

2 giugno AUCHE – BARRAN – MONTESQUIOU
Una tappa leggermente “bagnata”, percorrrendo una strada asfaltata per arrivare a Barran, a metà cammino, dove incontriamo anche una pellegrina che arriva in senso opposto. Barran è una bastide medioevale del XII secolo, pari a quella di Montesquiou, la destinazione finale di oggi, che ha dato i natali alla madre di D’Artagnan. Le bastide erano dei paesini medioevali fortificati per proteggere la popolazione durante le guerre. La proprietaria dell’agriturismo che ci ha ospitato – un posto molto bello e tranquillo – si affretta a fare il “gavage” alle oche del suo allevamento. Altrimenti non potremmo mai goderci il fois gras….

3 giugno MONTESQUIOU – MARCIAC
In mattinata un po’ di nebbia, e poi il sole…incredibile! un amore di giornata tutta soleggiata, serpeggiando attraverso le colline della Guascogna, in mezzo a una natura sempre più allegra e riscaldata, per raggiungere Marciac, un’altra bastide di fine Duecento, famosa oggi soprattutto per un festival di jazz che si tiene tra luglio e agosto. La piazza centrale a pianta rettangolare è tutta circondata da una fitta rete di strade, con edifici che sembrano vecchi di centinaia di anni. Molto interessanti i porticati e le travi di legno, tipiche della zona. Anche se ormai fa caldo, il cammino richiedeva un bel piatto di cassoulet – fagioli con salsiccia e un pezzo di canard…

4 giugno MARCIAC – MAUBOURGUET
Dio ci ama veramente! Un’altra giornata soleggiata, in cui passiamo dal Dipartimento di Gers in quello degli Hautes- Pyrénées. Per la prima volta dall’inzio della tappa, il bel tempo ci aiuta anche a vedere le belle montagne in lontananza, con le cime coperte dalla neve. Arriviamo a Maubourguet, che ci accoglie con una chiesa dell’XI secolo, proprio davanti a un altro cartello che indica il cammino di Santiago. Prima di arrivare a Maubourguet, avevamo scoperto anche le strisce bianca e rossa della Grande Radonnée. Durante le guerre napoleoniche da queste parti si erano scontrati gli eserciti imperiali e quelli britannici del duca di Wellington. Scopriamo che esiste anche un museo con tanti reperti, monete e mosaici, retaggio della conquista romana. A una decina di chilometri da Maubourguet si trova Artagnan, il paese natio di D’Artagnan, dove una volta venivano allevati i cavalli per i moschettieri. Ma scopriamo anche un pellegrino spagnolo, partito due mesi prima da Roma per andare a Santiago. Intanto si sente l’aria di Lourdes, che dista solo 60 km. A piedi? Impossibile… meglio uno strappo alla regola e prendiamo un taxi. Entro un’oretta siamo al famoso Santuario, dove proprio al nostro arrivo si recita un rosario in italiano. E infatti, davanti alla Grotta delle 18 apparizioni della Madonna alla 14enne Bernadette nel 1858, ci sono tantissimi italiani. Tanta gente giunta lì per godersi un essenziale incontro… Un miracolo e una benedizione! Per loro e per noi!

5 giugno MAUBOURGUET – ANOYE
L’ultima tappa del mio cammino (il contachilometri indica 100!) doveva essere anche la più impegnativa. Mi sono presa anche una piccola porzione di fango percorrendo il sentiero nel bosco che per forza dovevamo seguire (per fortuna in discesa!). Fino allora ero stata la viziata del Cammino, perchè avevamo percorso solo strade asfaltate. Ma alla fine quella discesa è stata molto divertente… Con l’avvicinamento ai Pirenei e alla Spagna, si moltiplicano le frecce gialle e conchiglie che indicano il Cammino di Santiago, incontri sempre più chiese intitolate al Santo. Non mi sono accorta di come sia volata una settimana cominciata sotto la pioggia e finita sotto un sole splendente. Un’esperienza in più dopo il cammino sulla Via Francigena del Sud Roma – Gerusalemme nel 2012 – il battesimo nei miei cammini. Ma devo riconoscere che sulla Via Tolosana mi sono mancate le distese di ulivi e ciliegi della bellissima Puglia…Ancora una volta ti rendi conto della dimensione diversa, dello spazio diverso, sia fisico che mentale che ti offre il pellegrinaggio dei nostri giorni. Il giorno dopo, il proprietario dell’albergo di Morlaas ci mostra un pannello con le bandiere dei Paesi di provenienza dei pellegrini. Ha aggiunto anche quello della Romania, che mancava…Ci salutiamo con malinconia ai piedi dei Pirenei che Sergio Valzania e Andrea Borgnino, accompagnati dall’angelo custode Giovanna Savignano, si accingono ad attraversare. Grazie Radio Rai (in romeno “Rai” significa “Paradiso”) e buon cammino a Puente la Reina! Arrivederci in Italia, sulla Via Francigena del Nord, nel 2014! Alla fine, volerà anche quest’anno…Ma ancora prima ci rivedremo a settembre in Romania, per un cammino in Bucovina, ai monasteri medioevali patrimonio dell’UNESCO!

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