La comunità italiana teme una drastica riduzione del palinsesto informativo
dal sito RAI News:
Nel mito del pubblico italiano è ancora la TV pioniera delle trasmissioni a colori, che mandava in onda le grandi dirette dello sport in Eurovisione, con un palinsesto, negli anni Settanta, insolitamente fresco e dinamico per gli standard nostrani. Ma i fasti del passato sembrano lontani, oggi, per TVKoper-Capodistria, parte del gruppo radiotelevisivo sloveno, che si trova in forti difficoltà finanziarie. Fonti interne all’Azienda parlano di buchi d’organico sempre più ampi: giornalisti, redattori, autori, segretari, ma anche lavoratori del comparto tecnico-produttivo, registico e grafico che, al pensionamento, non vengono rimpiazzati, mettendo a rischio la continuità delle trasmissioni. Per quanto riguarda il solo programma televisivo in lingua italiana, dai 49 lavoratori del 2023 si passerà, il mese prossimo, a 41. Con altri dieci pensionamenti previsi, tra radio e tv, nel 2027, senza al momento possibilità di sostituzione.
Difficoltà che, già quest’anno, costringono la rete a posticipare di due settimane l’avvio del palinsesto autunnale. In ballo c’è anche il controllo sui finanziamenti pubblici all’emittente, circa 11 milioni di euro annui, derivanti in parte dal canone pagato dai contribuenti sloveni, e in parte dal Governo di Lubiana tramite l’ufficio governativo per le comunità nazionali. Fondi ancora bloccati per una disputa proprio tra Governo e RTV slovena. Ma a preoccupare la comunità italiana d’oltreconfine è soprattutto l’introduzione di una modifica normativa volta a ridurre le trasmissioni di TV Capodistria da “programma”, in onda su una propria rete autonoma, a semplice “contenuto” in lingua italiana, aprendo così la strada alla possibile soppressione della rete stessa. Eventualità contro cui si sono già espresse sia la CAN Costiera, cioè la Comunità autogestita della nazionalità italiana, sia l’Unione Italiana.
