Nelle ultime settimane la stampa e la stessa emittente hanno riferito del sovrapporsi di proposte di riforma della RTV pubblica in Slovenia e del suo eventuale impatto sulle trasmissioni in italiano e ungherese. Il problema potrebbe aggravarsi anche per la paventata riduzione dei programmi in lingua slovena dal Centro regionale RTV di Capodistria. Il tutto in un momento politico complicato dal referendum sul canone che si terrà nel Paese centroeuropeo in ottobre.
Come ha riferito Rai News, il programma televisivo in lingua italiana, che poteva contare su 49 dipendenti solo tre anni fa, passerà a ottobre a 41. I pensionamenti non vengono infatti sostituiti da tempo e, comprendendo anche il programma radiofonico, altri 10 dovrebbero verificarsi nel 2027. Per questo già quest’anno l’avvio del palinsesto autunnale di TV Capodistrai è stato rinviato di due settimane. Sullo sfondo una delle proposte di legge presentate al parlamento di Lubiana, tra l’altro dalla stessa dirigenza di RTV Slovenia, che ridurrebbe a semplice ”contenuto” la programmazione in lingua italiana, facendola precipitare in un programma generale senza identità.
