Dante Alighieri: un romanzo a fumetti

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Copertina DanteSi parla di amore in occasione dei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri con un romanzo a fumetti scritto da Alessio D’Uva e Filippo Rossi ed illustrata da Astrid Lucchesi. Alessio D’Uva e Filippo Rossi hanno adattato stile dialoghi dagli originali scritti danteschi, mentre Astrid Lucchesi ha dipinto le immagini con delicati acquarelli che ben si adattano al racconto dell’amore angelicato.

Ne parliamo con Alessio D’Uva, uno dei due autori. Nel volume Beatrice racconta la storia del rapporto con Dante da quando si conobbero bambini nella Firenze del 1200, fino a quando si rincontreranno nel Purgatorio da cui partiranno insieme per il Paradiso Terrestre. Ma come vi è venuto in mente di raccontare questa storia d’amore così lontana nel tempo?
Banalmente si potrebbe dire che l’amore è un valore universale che sopravvive al tempo e alle mode. Ne La Vita Nova, Dante ci racconta dei suoi sentimenti travagliati, dell’angoscia che provava alla sola vista di Beatrice, del gioco di sguardi e gelosie, dello stimolo artistico che quell’amore inespresso gli dava. Tutto questo non è cambiato e forse non cambierà mai, al di là del contesto. Probabilmente siamo dei romantici, che vivono ancora i sentimenti d’amore con questo patema d’animo ma non riusciamo in nessun modo ad arrenderci all’idea di sentimenti usa e getta.Oltre a questo, una storia d’amore è prima di tutto una storia, all’interno della quale si possono raccontare molte altre cose. Trattandosi di un’ambientazione passata, nello specifico, abbiamo cercato di raccontare anche il contesto storico e culturale in cui viveva Dante e quali potessero essere i presupposti che lo spinsero a dedicarsi allo Stil Novo.

La storia è raccontata da Beatrice, un punto di vista originale. Come mai questa scelta?
Il lavoro di uno sceneggiatore, o di uno scrittore in generale, passa sempre attraverso un periodo di documentazione.
Devo ammettere che quando decisi di scrivere un fumetto su Dante, lo feci con una certa spudoratezza, sicuramente inconsapevole della mole di lavoro che mi avrebbe atteso.
La prima versione della storia voleva essere parodistica. Poi cominciai a studiare a fondo il personaggio. Più a fondo di quanto avessi fatto negli anni scolastici e mi resi anche conto che già esistevano versioni comiche della Divina Commedia e che c’erano stati altri autori che prima di me avevano trattato il Poeta e i suoi lavori affidandosi a un umorismo a volte anche svilente.
Cominciavo a comprendere in che guaio mi ero infilato ma, nonostante la perdita del sonno, continuavo a studiare Il Convivio, La Vita Nova, La Divina Commedia, saggi sul poeta e sulla Firenze del XIII secolo…
Mi preoccupavo di scadere anch’io in un’idea poco originale finché una mattina, dopo un lungo sonno ristoratore, mi svegliai con l’idea di spiegare come avrebbe potuto vivere Beatrice quella relazione e tutto questo mi era facilitato da quel che Dante ci aveva lasciato scritto di Lei.
Devo ammettere che lo studio e la documentazione sono stati i miei primi alleati e mi han permesso di chiudere “cerchi” narrativi con una certa facilità.

Kleiner Flug è una piccola casa editrice che da tre anni propone volumi che vogliono far conoscere città e vita illustri attraverso il fumetto. Non vi è parso un po’ sacrilego trasportare Dante Alighieri in un fumetto?
Io e Filippo collaboriamo da anni e portiamo avanti un’idea del fumetto tutta particolare. Ci piace pensarlo davvero come un linguaggio che poco ha da invidiare ai suoi “fratelli maggiori” come il teatro, la letteratura e il cinema.
Purtroppo in Italia si continua a considerare il fumetto come un linguaggio infantile e superficiale. Si tratta invece di un medium molto complesso, in cui ci deve essere una commistione perfetta tra l’aspetto letterario e quello visivo. Ci sono regole “grammaticali” da conoscere e rispettare perché un’opera a fumetti possa funzionare. Non ci sono soltanto Tex o i supereroi. Sarebbe come pensare che, in letteratura, esistano soltanto i libri di barzellette di Totti perché questi vendono più degli altri. Oltre a ciò, si ha la tendenza a mettere delle barriere di santità intorno ai grandi personaggi della nostra storia. Questo succede perché non si ha il coraggio di confrontarsi con la cultura del passato. La cultura, così come la lingua, è un flusso che si muove attraverso l’umanità nel corso della sua storia. È un movimento continuo e il compito degli artisti e degli intellettuali è quello di non dare mai nulla per scontato ma continuare a dialogare, criticare e, per chi trova la scintilla giusta, inventare.  Non abbiamo la pretesa di essere artisti o intellettuali, però siamo certi di lavorare con dedizione, passione e tanto studio.
Sarebbe sacrilego se fosse un’operazione mirata solo a vendere, stravolgendo il carattere di questi personaggi, non rispettandone l’autorevolezza, e se tutto questo fosse fatto senza umiltà e rispetto. Sacrilego è il modo e il linguaggio che spesso usa, ad esempio, la televisione, appiattendo i contenuti pur di strizzare l’occhio al pubblico.

Citate La Vita Nova e la Divina Commedia, ma anche Petrarca, Boccaccio, Gustave Doré. Come vi siete documentati?
Pur non essendo pratica comune citare la bibliografia nelle opere a fumetti, la documentazione avviene attraverso la lettura e lo studio dei testi originali, saggi, libri d’arte, mostre, documentari. Libri come Dante o Petrarca hanno richiesto più di un anno di ricerca storica e letteraria. Oltre a svariate notti insonni.

Dante attuale come non mai perché parla di temi sempreverdi: la depressione, il potere, la cupidigia dei potenti, il popolo bue. Insomma l’essenza dell’uomo non cambia con il passare dei secoli. È questa la sua attualità e la sua forza anche presso i più giovani?
Noi crediamo che, soprattutto negli ultimi decenni, la nostra cultura abbia subito un terribile impoverimento. La sensazione è che tra noi e il nostro glorioso e illustre passato sia stato messo uno schermo. Diciamo “Dante” e diamo per assunto che fosse un grande, il Sommo Poeta, ma non sappiamo nemmeno più perché. Quello che lo ha fatto sopravvivere fino a noi è il carattere universale delle sue riflessioni e della sua vita. Basta vedere la descrizione figurata che fa dei potenti e della loro corruzione. Questo ci dimostra che l’umanità si muove nel tempo seguendo sempre le stesse (o per lo meno simili) dinamiche.

 

Alessio D’Uva è nato a Firenze nel 1972. Sceneggiatore, grafico, docente ed editore, ancora non ha ben capito cosa farà da grande (o anche solo domattina). Esordisce come sceneggiatore di fumetti su riviste antologiche ormai perdute nel tempo, per poi dedicarsi anima e corpo al fumetto, fondando inizialmente un’associazione culturale per la diffusione del medium, per poi passare per le redazioni di alcuni dei più grandi editori del settore in Italia e infine creando una propria casa editrice

Filippo Rossi è nato a Siena nel 1982. Sin da bambino riempie fogli e quaderni di disegni e storielle, tanto che, dopo il liceo e l’università decide di iscriversi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Dopo una disagiata militanza nell’underground e nelle autoproduzioni, abbraccia donchichottescamente il progetto Kleiner Flug. Scrittore, sceneggiatore, storyboardista e all’occorrenza disegnatore, insegnante di storytelling, editor e redattore, ogni tanto suona il basso, malissimo.

Stephanie Astrid Lucchesi nata nel 1987 a Barga, in Toscana. Ha frequentato il liceo Artistico/Musicale “A Passaglia” (Lucca) e successivamente la Scuola Comics di Firenze, terminando gli studi nel 2011. Successivamente ha lavorato come illustratrice tramite la casa editrice “DeAgostini Scuola”. Attualmente collabora con la casa editrice “Kleiner Flug” e insegna Propedeutica Artistica alla scuola civica M.Salotti di Borgo a Mozzano.

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