(04/06/2026) VIENNA – Nella città che da oltre due secoli custodisce la tradizione dei grandi balli europei, l’Italia ha scelto di raccontarsi attraverso la sua arte, la sua musica, la sua danza e la sua ospitalità. È accaduto al Palais Niederösterreich, uno dei luoghi più prestigiosi della capitale austriaca, dove oltre 650 ospiti hanno partecipato alla prima edizione del Gran Ballo Italiano, un evento che ha saputo trasformare una serata di gala in un autentico progetto di diplomazia culturale.
A dare forma a questa iniziativa è stata la direttrice artistica Lidia Campanale, pianista e direttrice di coro, che insieme agli altri organizzatori Mauro Maloberti, Luigi Barbaro Junior e Valeria Foglar-Deinhardstein ha immaginato un format capace di fondere la storica tradizione viennese con il patrimonio culturale italiano. Sei mesi di preparazione, un Comitato d’Onore composto da esponenti delle istituzioni, della cultura e dell’imprenditoria e una cura minuziosa di ogni dettaglio hanno reso possibile un evento che molti osservatori hanno già indicato come una delle novità più interessanti del panorama culturale viennese.
Il tema della serata, “Anima italiana, tradizione viennese”, si è sviluppato come un racconto ininterrotto in cui ogni elemento era parte di una visione più ampia. L’esperienza iniziava ancora prima di varcare le sale del palazzo. Nel cortile monumentale del Palais Niederösterreich, gli ospiti venivano accolti dal suono solenne dei WIENternational Horns,collocati sul balcone principale. Le loro note conferivano immediatamente alla serata un carattere cerimoniale, evocando il prestigio delle grandi occasioni europee e preparando il pubblico a un percorso culturale costruito con precisione quasi teatrale.
Ad accompagnare l’ingresso degli invitati era l’arpista concertista Lila Sciaraffa Cantarella, le cui sonorità delicate contribuivano a creare un’atmosfera elegante e sospesa nel tempo. L’arpa avrebbe poi accompagnato anche il primo intervento musicale del tenore Luca Lombardo, protagonista di una delle interpretazioni più apprezzate della serata.
La direzione musicale, affidata al maestro Vasilis Tsiatsianis, ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso diversi linguaggi artistici. Il programma ideato da Campanale si sviluppava come un filo rosso capace di collegare la musica da film di Nino Rota, con il celebre Valzer del Gattopardo, alla grande tradizione del valzer viennese di Johann Strauss II. Dopo il rituale “Alles Walzer!”, le venti coppie di debuttanti preparate dalla storica Tanzschule Elmayer hanno aperto ufficialmente le danze, offrendo uno dei momenti più attesi della serata e confermando il legame profondo con la tradizione viennese.
La dimensione italiana emergeva attraverso la musica lirica, con Passione di Tagliaferri e la celebre aria Amor ti vieta dall’opera Fedora, interpretate da Luca Lombardo con intensità e presenza scenica. A queste si affiancavano le esibizioni dei ballerini Davide Dato, étoile del Wiener Staatsballett, e Rosa Pierro, che hanno regalato al pubblico momenti di rara eleganza, mentre la campionessa mondiale di danza Latin Show Arianna Campanale contribuiva a rafforzare il dialogo tra tradizione e contemporaneità che attraversava l’intera manifestazione.
Particolarmente significativa è stata anche la collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, che ha portato a Vienna giovani talenti italiani coinvolti in un progetto volto a valorizzare le nuove generazioni di interpreti e musicisti.
Ma il cuore simbolico della serata è stato senza dubbio dedicato alla Pizzica salentina, scelta da Lidia Campanale come emblema di un’Italia autentica e profondamente radicata nelle proprie tradizioni. In un contesto dominato dall’eleganza del valzer viennese, la direttrice artistica ha deciso di portare sul palcoscenico una delle espressioni più identitarie della cultura del Sud Italia, dimostrando come tradizioni apparentemente lontane possano dialogare e arricchirsi reciprocamente.
Per l’occasione Campanale ha presentato in prima assoluta un proprio arrangiamento della storica Pizzica di San Vito per pianoforte, tamburello e voce, realizzato appositamente per il Gran Ballo Italiano. È stato uno dei momenti più originali dell’intera manifestazione, accolto con entusiasmo dal pubblico internazionale. A dare ulteriore energia a questa parte del programma è stato il gruppo salentino Khaossia (Luca Congedo,Vincenzo Urso,Pierpaolo Sicuro,Emanuele de Masi, Stella Temperanza)arrivato dall’Italia per partecipare all’evento. Con i loro ritmi coinvolgenti hanno trasformato il salone del Palais Niederösterreich in una grande festa collettiva, trascinando gli ospiti in un’esperienza musicale che ha superato ogni barriera linguistica e culturale.
Accanto all’arte e alla musica, anche la gastronomia ha svolto un ruolo centrale nel racconto dell’Italia. Il concept culinario e decorativo ideato da Luigi Barbaro Junior e dalla famiglia Barbaro è stato concepito come parte integrante dell’esperienza culturale. Dall’aperitivo all’italiana ai momenti conviviali che hanno scandito la serata, ogni proposta gastronomica è stata pensata per raccontare il valore dell’ospitalità italiana, trasformando il gusto in uno strumento di incontro e dialogo. Non una semplice offerta culinaria, ma una vera esperienza identitaria che ha permesso agli ospiti internazionali di vivere l’Italia attraverso i suoi sapori, la sua generosità e il suo stile di vita.
La dimensione istituzionale dell’evento è stata testimoniata dalla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Austria Giovanni Pugliese, dell’Ambasciatrice Debora Lepre, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le Organizzazioni Internazionali a Vienna, dell’Ambasciatore del Principato di Monaco Lorenzo Ravano e del Ministro federale austriaco per l’Innovazione, la Mobilità e le Infrastrutture Peter Hanke. Tra gli ospiti figuravano inoltre l’ex Cancelliere austriaco Karl Nehammer con la moglie Katharina, il CEO di Generali Austria Gregor Pilgram, l’imprenditore Ulrich Zuenelli della Loacker, l’Onorevole Massimo Romagnoli CEO di DKS e Presidente della Commissione V Sistema Paese e Made in Italy del CGIE che ha salutato la comunità italiana presente durante i discorsi di Apertura. Presenti anche l’artista Lucia Riccelli che ha esposto il quadro in copertina sul programma del Gran Ballo; l’artista Marika Lichter e l’attore Ferdinand Seebacher, volto della nuova serie del Commissario Rex.
La conduzione affidata a Mariella Gittler e il discorso inaugurale di Valeria Foglar-Deinhardstein iniziatrice del Gran Ballo,autentico e profondamente personale, hanno contribuito a dare alla serata un tono elegante ma al tempo stesso umano e partecipato.
Quando, a tarda notte, la musica ha lasciato spazio alla festa accompagnata dalla selezione del DJ Indygo di Kronehit, era ormai evidente che il Gran Ballo Italiano aveva raggiunto il suo obiettivo. Non soltanto celebrare l’eccellenza italiana, ma creare uno spazio di incontro tra culture, tradizioni e persone.
Se Vienna rappresenta da sempre la capitale mondiale del ballo, questa prima edizione del Gran Ballo Italiano ha dimostrato che la tradizione può continuare a vivere e rinnovarsi attraverso il dialogo. La visione artistica di Lidia Campanale ha trasformato una serata di gala in un racconto europeo fatto di musica, danza, cultura e ospitalità, offrendo un’immagine dell’Italia contemporanea capace di coniugare radici, creatività e apertura internazionale.
Come recita il motto dell’evento: “Gran Ballo Italiano: l’arte di celebrare insieme oltre ogni confine.”
