Nell’italiano ufficiale svizzero c’è meno “burocratese”

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(21/04/2026) Uno studio dell’Università di Basilea traccia le differenze con quello italiano ma anche fra quello federale e quelli utilizzati in Ticino e Grigioni – Da noi “più attenzione a chi legge”

L’italiano dei testi ufficiali svizzeri è generalmente più chiaro di quello dei testi italiani, ma con differenze fra quello federale, ticinese e grigionese, secondo gli autori di un vasto studio condotto dall’Università di Basilea, finanziato dal Fondo nazionale svizzero e sfociato in due libri di recente presentazione. È una lingua con termini propri, come avamprogetto di legge (un progetto preliminare oltre confine), messaggio governativo, iniziativa popolare, controprogetto, contratto mantello. I calchi dal tedesco o dal francese sono numerosi, come gli elvetismi. Sotto la lente del progetto sono passate 2,7 milioni di parole ricavate da testi normativi, verbali, comunicazioni sui social e altro ancora, che hanno evidenziato differenze anche sintattiche.

“Che cosa sappiamo? Sappiamo che l’italiano non solo esiste, ma che ha una organicità e una sistematicità tale da cristallizzare un’identità specifica. E poi sappiamo che questo italiano è facilmente comprensibile, corretto ed è nella maggior parte dei casi equivalente anche alle altre due lingue ufficiali svizzere”, ha dichiarato alla RSI Jean-Luc Egger, che a Berna produce l’italiano che troviamo nei testi di legge.

L‘italiano svizzero, quello istituzionale ma non solo, va quindi elevato a standard di una lingua pluricentrica, come per esempio l’inglese può essere britannico, americano, canadese e così via, “un fatto molto importante di cui abbiamo preso coscienza negli ultimi anni”, secondo la responsabile del progetto Angela Ferrari. La quale ricorda però pure che “non c’è un italiano istituzionale svizzero, c’è l’italiano istituzionale svizzero prodotto a Berna, c’è quello prodotto in Ticino, c’è quello prodotto nei Grigioni”, e in sintesi “una complessità che non mi immaginavo”.

Per Giovanni Piantanida, un altro dei ricercatori coinvolti, “tra i punti di forza (dei testi svizzeri, ndr) c’è anzitutto la chiarezza comunicativa. Globalmente, trasversalmente, i testi svizzeri risultano caratterizzati da una maggiore attenzione al destinatario e alla semplicità linguistica rispetto a testi paragonabili prodotti in Italia, dove invece ancora abbastanza forte la tradizione del burocratese, la tradizione dello scrivere difficile. Questa osservazione vale soprattutto per i testi tradotti – testi federali e testi grigionesi – mentre in area ticinese abbiamo osservato una maggiore vicinanza, anche per ragioni geografiche, culturali e storiche, con i testi prodotti in Italia. Quindi, se si guarda ai testi prodotti in Ticino, si nota una maggiore complessità dal punto di vista lessicale e dal punto di vista della struttura del testo”. Continua a leggere sul sito rsi.ch

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