L’amore tedesco per l’Italopop è più vivo che mai

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Vi segnaliamo questo articolo (e relativo podcast) dal sito di Cosmo Italiano

A cura di Luciana Caglioti, Cristina Giordano e Daniela Nosari
Hit virali ripescate dal nostro passato, della Carrà o dei Ricchi e poveri e non solo: perché l’Italopop impazza ancora in Germania? Un po’ di storia da Cristina Giordano, da “Gloria” al successo dell’italotedesco Giovanni Zarrella, fino allla parodia discutibile dei tedeschi Roy Bianco & die Abbrunzati Boys. Un vero omaggio alla musica italiana sono i libri di Eric Pfeil, giornalista musicale che spiegando canzoni di ieri e oggi racconta l’Italia, smontando e integrando i cliché.

Cos’è l’Italopop?

Gli inizi dell’Italopop, per come lo concepiscono i tedeschi, si possono far risalire agli anni ’80, quando diverse hit italiane venivano trasmesse anche dalle radio tedesche.  I tedeschi andavano in vacanza in Italia, le ascoltavano dai jukebox sulle spiagge di Rimini o Riccione o mentre viaggiavano in auto. “Gloria” di Umberto Tozzi, “Vamos a la playa” dei Righeira, “Azzurro” di Celentano. E in qualche modo le riportavano qui in Germania, anche per prolungare l’atmosfera vacanziera. “Felicità” di Albano e Romina nel 1982 fu il terzo singolo più venduto in Germania. Ma si potrebbero annoverare nell’Italopop anche “Bello e impossibile” di Gianna Nannini, “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri e tante altre.

Accanto a quelli più melodici, spopolano poi anche i pezzi più disco, “Boys” di Sabrina Salerno, “Self control” di Raf, “Dolce vita” di Paul Mazzolini in arte Gazebo. Poi è arrivata la generazione di Ramazzotti, Laura Pausini, Nek. Gli ingredienti restano gli stessi: melodia e lingua italiana, e il successo nelle radio tedesche è assicurato.

L’Italopop dei tedeschi

Accanto ai grandi successi di gruppi e cantanti italiani, c’erano poi i tedeschi che scopiazzavano le melodie, mettevano nel testo qualche parola italiana ed ecco pronto il successo pseudo-italiano. È questo il caso di “Carbonara” del gruppo tedesco degli Spliff del 1982. Inizialmente il vero titolo era “Heiße Würstchen und ‘ne Coca Cola”, una salsiccia calda e una coca cola. Poi per gioco Reinhold Heil, ex degli Spliff e oggi compositore musicale di colonne sonore di blockbuster, a un certo punto aggiunge al testo alcune parole di un menu Italiano e l’idea funziona.

Ma non sono mancati nemmeno azzardi ed esperimenti. Va ricordata anche la versione punk-rock di “Azzurro” della band tedesca punk Die Toten Hosen. (Continua a leggere e ascolta la puntata sul sito di Cosmo Italiano)

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