In occasione del Prix Italia in corso all’Aquila dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, la Comunità Radiotelevisiva Italofona si è ritrovata martedì 29 settembre per il secondo appuntamento del suo programma di incontri, una tavola rotonda dal titolo “L’amica geniale, gentile, creativa: la lingua italiana”, ospitata dalla Fondazione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila. Moderato da Cristina Faloci, autrice e produttrice di Rai Radio3 per il programma La Lingua Batte, l’incontro è stato ispirato dal tema della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in programma dal 19 al 25 ottobre 2026: “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”.

da sinistra: Andrea Satta, Annalisa Nesi, Edoardo Bellafiore, Cristina Faloci, Carla Bagna, Paola Severini Melograni
Ad aprire i lavori è stata la segretaria generale della CRI, Maria du Bessé, che ha presentato gli ospiti della mattinata. Tra questi Annalisa Nesi, già ordinaria di Linguistica italiana all’Università di Siena e membro del consiglio direttivo dell’Accademia della Crusca, dove dirige il progetto La lingua del mare. Insieme a Raffaella Setti, Nesi ha curato il volume che accompagna la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo intitolato Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano. Nel suo intervento ha illustrato i contenuti dell’opera, che si sviluppa attorno ai temi della gentilezza, della genialità e della creatività linguistica, proponendo inoltre approfondimenti dedicati a singole parole e a concetti particolarmente significativi.
A seguire è intervenuto Edoardo Bellafiore, docente di Strategie di marketing e Galateo digitale presso l’Università LUMSA di Roma e autore, insieme a Patrizia Bertini Malgarini, di uno dei saggi contenuti nel volume della Crusca. Bellafiore ha presentato il Manifesto della gentilezza, elaborato con le studentesse e gli studenti dei suoi corsi e adottato ufficialmente dall’ateneo nel novembre 2024 in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza che ricorre il 13 novembre. Il suo contributo ha ripercorso le radici culturali dell’idea di “animo gentile”, dagli autori dello Stilnovo fino a Dante Alighieri, mettendo in evidenza il valore dell’empatia e il ruolo che oggi dovrebbe assumere il galateo digitale in una comunicazione sempre più mediata dagli strumenti tecnologici.
Uno dei temi centrali emersi nel volume presentato da Nesi è quello della cura, un concetto sul quale si è soffermato anche Andrea Satta, pediatra, musicista e fondatore dei Tête de Bois. Satta, autore di numerosi libri e impegnato da anni nell’attivismo per i diritti delle persone migranti, ha raccontato la sua esperienza professionale sottolineando l’importanza del gioco nel rapporto con i bambini, ma anche il valore dell’ascolto e dell’empatia come strumenti indispensabili nelle relazioni umane e nella pratica medica quotidiana.
Il tema della cura e della relazione è stato ripreso da Paola Severini Melograni, giornalista, scrittrice e autrice televisiva, nota per il programma di Rai3 O Anche No, dedicato ai temi dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità. Melograni ha ricordato come negli ultimi anni sia cambiato il modo di raccontare la disabilità nei media e nell’opinione pubblica, grazie anche alla crescente visibilità offerta da eventi internazionali come le Paralimpiadi. Pur riconoscendo il ruolo avanzato dell’Italia sul piano legislativo, ha evidenziato alcune criticità ancora presenti, in particolare quelle legate alle risorse destinate al settore e al sostegno delle figure dei caregiver, o curacari come si può definirli in italiano.
A chiudere l’incontro è stata Carla Bagna, docente di Didattica delle Lingue Moderne presso l’Università per Stranieri di Siena e direttrice del Centro Linguistico CLUSS. Il suo intervento si è concentrato sull’insegnamento dell’italiano agli stranieri e sulle sfide poste da una società sempre più multiculturale. Bagna ha espresso preoccupazione per alcune scelte politiche che, a suo avviso, rischiano di non favorire adeguatamente l’inclusione dei bambini stranieri nelle scuole italiane e ha illustrato diversi esempi della presenza dell’italiano nel mondo attraverso scritte, murales e altre manifestazioni linguistiche osservabili nello spazio pubblico.
Ne è emerso un confronto ricco di prospettive diverse. Le riflessioni dei relatori hanno mostrato come le parole possano favorire l’ascolto, la cura, l’inclusione, la creatività e la partecipazione civile, confermando il ruolo dell’italiano come patrimonio culturale vivo e strumento essenziale per comprendere il presente e costruire relazioni più consapevoli e aperte al dialogo.
In conclusione Cristina Faloci ha ringraziato le persone intervenute e in particolare Maria Du Bessé per il suo lavoro “gentile, geniale, creativo” nel corso dei suoi 8 anni di servizio come segretaria generale.
