Vittorio Ghidella

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Malato da tempo, si è spento a Lugano, dove risiedeva da oltre vent'anni, Vittorio Ghidella, che fu amministratore delegato della Fiat dal 1979 al 1988. Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, Ghidella ha legato il suo nome al rilancio della casa torinese negli anni Ottanta, in particolare con il successo della Fiat Uno, il modello di utilitaria che toccò punte di vendita di 40 mila esemplari al mese.
La carriera torinese si concluse a causa delle divergenze d'opinione riscontrate nella collaborazione con Cesare Romiti, che lo convinsero a lasciare la casa automobilistica degli Agnelli.
Trasferitosi a Lugano con la famiglia, l'ingegnere entrò in affari con il finanziere Tito Tettamanti, che affiancò nell'acquisto della Saurer. Lasciò quindi il settore industriale dopo la morte della figlia Amalia, vittima di un incidente automobilistico nel 1993 sull'autostrada A2 all'altezza di Quinto. Da allora si concentrò unicamente nel settore degli investimenti finanziari e della gestione aziendale tra Lugano e Milano.
Con la moglie aveva creato in memoria della figlia una fondazione per il sostegno delle attività culturali, in particolare musicali, di cui ha beneficiato anche l'Orchestra della Svizzera italiana.

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