Sanremo 2026: analisi dei testi e pagelle delle canzoni in gara, a cura di Lorenzo Coveri dell’Accademia della Crusca

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Come ogni anno vi proponiamo l’analisi  testuale dei brani che saranno proposti nel corso del 76° Festival della Canzone Italiana curata dall’accademico della Crusca Lorenzo Coveri. Buona lettura!

“È appena il caso di ricordare che l’analisi testuale rappresenta solo una parte della riflessione sul linguaggio della canzone, che deve necessariamente essere integrata con l’ascolto della musica e con l’insieme della performance del cantante o del gruppo, ivi compresi l’interpretazione, l’outfit (abito e accessori), il trucco e “parrucco”, la scenografia e ogni altro elemento extratestuale e visuale, oggi sempre più rilevante. Ma il testo resta comunque un elemento fondamentale per il giudizio complessivo e il successo di una canzone, in sottile equilibrio tra “noto” (la presenza di “riecheggiamenti”, di citazioni più o meno esplicite, di tributi e omaggi rispetto ad altre canzoni del repertorio sanremese e generale, ma anche di riferimenti intertestuali esterni) e “nuovo”, fattore che ne determina l’orecchiabilità, la memorabilità e la cantabilità.

In passato, il testo era di solito asservito alle esigenze della musica, della “mascherina” musicale, per cui erano le parole a doversi piegare alla “gabbia” delle note, con l’effetto di produrre una “grammatica” della canzone classica ben riconoscibile (troncamenti; rime baciate; accentazione, monosillabi e “zeppe” in fine di verso; frasi nominali, inversioni sintattiche, figure retoriche, aspetti metrici, eccetera): un vero e proprio “italiano per musica” non esattamente sovrapponibile all’italiano comune. Con la canzone d’autore, a partire dagli anni Sessanta, e poi indie, indipendente, lo schema si è fatto più libero, grazie anche al confronto, sempre più praticato, da un lato con il parlato, dall’altro con la lingua poetica (che rimane comunque “altro”, nella sua autonomia, rispetto al testo canzonettistico privato delle note musicali).

Oggi, con la presa di “potere alla parola”, con l’hip-hop, con il rap e la trap, la dimensione verbale è tornata in primo piano, e la musica svolge, nella maggior parte dei casi, un ruolo meno vistoso, mentre sono più rilevanti il ritmo verbale, la velocità di dizionel’intonazione (con il controverso uso dell’autotune da parte dei cantanti più giovani), il flow, ossia il modo in cui le parole si appoggiano alla musica per creare il sound, la melodia.

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