Rai letteratura: omaggio a Carlo Emilio Gadda

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logo_rai letteraturaCon l’approssimarsi dell’anniversario della morte di Carlo Emilio Gadda, vi proponiamo un video che raccoglie le  testimonianze e le riflessioni sulle sue opere di Alberto Moravia e Elio Vittorini e Guido Piovene. Le interviste vennero raccolte nel 1963 a Corfù durante il raduno del Premio degli editori.
La cognizione del dolore è considerato da Piovene il suo miglior libro. L’opera, infatti, rappresenta la chiave delle nevrosi di Gadda, del suo complesso edipico, che egli sublima attraverso il particolare utilizzo del linguaggio. Piovene ricorda come il successo abbia toccato Gadda, considerato un personaggio eccentrico, solo dopo trent’anni di importante attività letteraria. Vittorini riassume l’intervento fatto nella giuria del premio sui narratori e le loro famiglie. Moravia sottolinea come Gadda abbia precorso i tempi: è stato importante in Italia e in Europa perché ha anticipato la crisi del realismo ottocentesco, attraverso la modificazione del mezzo espressivo, ossia del linguaggio.
Carlo Emilio Gadda si iscrive al Politecnico per studiare ingegneria ma nel 1915 parte volontario per il fronte (e solo nel 1955 pubblica il Giornale di guerra e di prigionia sulla dolorosa esperienza della guerra).Collaboratore della rivista “Solaria”, dal 1931, dopo aver esercitato per anni la professione di ingegnere, riesce a dedicarsi completamente all’attività letteraria e pubblica La madonna dei filosofi a cui segue, nel 1934, Il castello di Udine. Nel 1936 scrive La cognizione del dolore (pubblicato in volume nel 1963 e nel 1970). Nel 1940 si trasferisce a Firenze dove frequenta critici e scrittori; nel 1944 pubblica la raccolta di racconti L’Adalgisa. Dal 1950 è a Roma dove lavora alla Rai e redige le Norme per la redazione di un testo radiofonico. Ottiene una grande notorietà con Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (pubblicato in volume nel 1957), un giallo senza soluzione, ambientato nella Roma del 1927. Tra le opere dell’ultimo periodo va ricordato anche il saggio-pamphlet Eros e Priapo (1967) sulla retorica del regime fascista.

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