Parte da Shangai il “Progetto Cina” del cinema italiano

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Durerà tre anni il ‘Progetto Cina’ messo in campo dall’Anica, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, per operare sul mercato cinese.

Per la prima volta, tutte le componenti del sistema audiovisivo italiano (istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria e rappresentanze ministeriali) hanno deciso di operare congiuntamente per un progetto nel paese del dragone, coordinato da Giorgio Gosetti, che è stato presentato all’industria cinese cinematografica riunita in occasione del Film Market ospitato nel Festival del Cinema di Shanghai e poi successivamente alle istituzioni della Repubblica Popolare Cinese nel corso di una seconda tappa a Pechino.

Oltre a Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, in Cina ci sono alcuni produttori, il presidente di Unefa (l’unione dei venditori all’estero del cinema italiano) Paola Corvino, il dirigente del Ministero dei Beni culturali Mariella Troccoli, insieme a Rossella Mercurio (project manager di Anica) e Gosetti (anche direttore delle Giornate degli Autori-Venice Days). “Siamo qui per questioni concrete – spiega Tozzi – ai nostri omologhi cinesi punteremo a esporre potenzialità concrete, a disegnare possibili coproduzioni, a favorire un interscambio di professionalità che va dalla formazione (le scuole di cinema) alla specificità delle competenze e delle locations.

Tutto questo è agevolato dal trattato di coproduzione fra i nostri due paesi che il Presidente Napolitano ha firmato alla fine del 2012 e di cui adesso sviluppiamo di comune accordo con la Cina le norme attuative”. “Nei prossimi mesi – spiega Gosetti, coordinatore del Progetto Cina – si tratterà per noi di passare dalle parole ai fatti. L’offerta proposta ai cinesi riguarda tutte le piattaforme, non solo al distribuzione in sala e abbiamo il sostegno delle istituzioni italiane (dal Ministero dei Beni Culturali all’Ice, da quello degli esteri all’ambasciata alle associazioni di categoria) e cinesi”. Tutti questo è oggi agevolato dal trattato di coproduzione fra i nostri due paesi che il Presidente Napolitano ha firmato alla fine del 2012 e di cui adesso sviluppiamo di comune accordo con la Cina le norme attuative”. 

Questa eccitante sfida è sostenuta con vera attenzione e spirito collaborativo dalle maggiori istituzioni cinesi. A cui va fin d'ora la nostra gratitudine così come al personale del l'ambasciata italiana a Beijing e agli uffici dell'Ice che si sono impegnati con straordinaria dedizione per preparare al meglio questo viaggio. Grazie all'attenzione della Direzione Generale Cinema del Mibac e al sostegno del capitolo 'Made in Italy' del Ministero dello Sviluppo Economico, potremo contare sulle competenze congiunte di ANICA (coproduzioni), Istituto Luce – Cinecittà (network internazionale), Unefa (esportazione), Ice (scambi commerciali e promozione), Scuola Nazionale di Cinema (formazione) e Ministero degli Esteri (rapporti istituzionali). Senza contare la collaborazione e il patrocinio dell'Istituto Confucio che ci consentirà un efficace interscambio culturale”.

Se l'impronta dell'iniziativa è istituzionale esiste, ed è molto rilevante, il suo carattere operativo che punta a rendere concreti alcuni obiettivi quali: storie da scrivere insieme, agevolazioni fiscali e pratiche per girare in Italia, possibili locations e partner per girare film in Cina, investimenti produttivi e formativi reciproci, “pacchetti” di storia e attualità del cinema italiano da proporre per la distribuzione in sala e lo sfruttamento sulle moderne piattaforme per la rete e la telefonia mobile.

L'appuntamento è alla prossima Mostra del Cinema di Venezia dove si potrà fare una prima valutazione dell'iniziativa e nel corso del quale una delegazione cinese sarà ospitata dalle istituzioni del cinema italiano.

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