Italiano, lingua senza confini. Giornata di riflessione sul plurilinguismo e sull’italiano come lingua di frontiera in Svizzera e nel Triveneto

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(03/03/2026) Il Canton Ticino nella laguna, nell’ambito del nuovo assetto di Palazzo Trevisan in Venezia. Nel maggio del 2025 la Confederazione aveva annunciato che dal 1° gennaio 2026 il piano nobile del Palazzo si sarebbe sviluppato in una piattaforma gestita dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), con contributi da parte di istituzioni e partner privati. Il Cantone Ticino, su iniziativa del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), ha colto con piacere l’opportunità di promuovere, attraverso una rete di collaborazioni, una serie di appuntamenti dedicati alla valorizzazione di progetti innovativi a livello cantonale e agli scambi interculturali. La prima proposta, il 5 marzo, con un focus sulla lingua e sulla cultura italiana:

Italiano, lingua senza confini
Giornata di riflessione sul plurilinguismo
e sull’italiano come lingua di frontiera
in Svizzera e nel Triveneto

5 marzo 2026 / 09:30 – 16:30
Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810, Campo Sant’Agnese, Venezia

Programma
09.30 Accoglienza/Caffè
10.00 Saluto di Marina Carobbio Guscetti
Consigliera di Stato del Cantone Ticino, Direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e Presidente del Forum per l’italiano in Svizzera
10.15 Saluto di Roberto Balzaretti Ambasciatore di Svizzera in Italia
10.30 “L’italiano in Svizzera ai tempi dei nuovi media” Intervento del Professore Colin Porlezza, Direttore dell’Istituto di Media e Giornalismo dell’Università della Svizzera Italiana
10.50 Un progetto per l’italianità in Svizzera. Cinquanta reportage Presentazione di Aldo Bertagni, Coordinatore del Forum per l’italiano in Svizzera
11.20 Reportage dal fronte dell’italianità
Con Chiara Sozzi, Océane Gachoud e Nicola Balsarini, intervistati da Aldo Bertagni
12.15 Pausa pranzo
Buffet leggero
14.00 Tavola rotonda su “L’italiano lingua di frontiera linguistica e culturale”
Lorenzo Tomasin, Linguista, Docente all’Università di Losanna
Barbara Urizzi, Giornalista di Radio Capodistria
Laura Di Corcia, Poetessa
Colin Porlezza, Professore all’Università della Svizzera italiana
16.30 Fine dei lavori

Scarica la locandina 

Il Canton Ticino, fortemente legato per motivi storici, culturali e artistici alla città lagunare, su iniziativa del DECS, ha accolto l’invito del DFAE di portare in Veneto contenuti di “eccellenza ticinese”. Venezia, infatti, non rappresenta per il Canton Ticino solo il passato, ma anche la possibilità concreta di creare ulteriori ponti di dialogo, scambi e collaborazioni in ambiti culturali, artistici, cinematografici, letterari, musicali, teatrali, e non solo. La cooperazione e la messa in rete fra istituzioni anche all’ambito scientifico, accademico, di innovazione e imprenditorialità, nonché di sostenibilità. Il Cantone Ticino sta infatti coordinando, in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana (USI) e con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), diverse iniziative in questo senso per il biennio 2026-2027.

Due anni or sono, quando erano state ventilate le ipotesi di rinunciare a Palazzo Trevisan a Venezia, il Governo del Canton Ticino, su iniziativa della direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, si era attivato per scongiurare questa possibilità. Grazie all’intervento comune delle autorità a più livelli è stato possibile trovare una soluzione per continuare a promuovere l’identità della svizzera plurilingue e multiculturale a Venezia. Sulla base dell’accordo sottoscritto nell’autunno scorso con il DFAE, si presenta ora per il Cantone un’opportunità privilegiata per promuovere l’immagine e le specificità del territorio e rafforzare gli scambi e le collaborazioni con e attorno alla città lagunare.

Considerato che uno degli aspetti che lega fortemente il Ticino a Venezia è la lingua e la cultura italiana, verrà dato avvio al ciclo delle attività il 5 marzo 2026 con una giornata di riflessione dedicata al tema dell’italiano come lingua di frontiera e all’identità culturale, grazie a contributi accademici e pratici provenienti dalla Svizzera e dal Veneto e alla collaborazione con il Forum per l’italiano in Svizzera.

Costruire reti con realtà accademiche venete e rafforzare la lingua e la cultura italiana, anche considerando le peculiarità linguistiche regionali e dialettali nel Cantone, sarà lo scopo del secondo appuntamento, previsto il 28 maggio 2026.

Stringere legami e sviluppare sinergie con le eccellenze del territorio costituirà il fil rouge che accomunerà gli altri appuntamenti dell’anno: il 25 settembre 2026 l’attenzione si focalizzerà sul tema della formazione duale, con un occhio di riguardo al mondo dell’artigianato, mentre il 4 e il 5 novembre 2026 saranno approfondite le molteplici sfaccettature e le principali implicazioni dell’intelligenza artificiale.

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