I linguaggi dell'Italia negli USA fra tradizione e innovazione – Conferenza Nazionale AISLLI

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Globus et Locus, insieme al Center for Italian Studies della University of Pennsylvania, il Consolato italiano a Philadelphia e AISLLI (Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana), organizza un Convegno internazionale dal titolo “Italicity. Languages of Italy in United States between traditionand innovation” che si terrà dal 3 al 5 aprile presso la prestigiosa University of Pennsylvania.

Si tratta di una conferenza internazionale sulle influenze del linguaggio italico negli Stati Uniti analizzato attraverso una rivisitazione dei concetti di nazione, etnia e minoranza, e lo studio delle diverse tradizioni linguistiche e culturali del Belpaese.

La conferenza prende le mosse dal concetto di “Italicità”, fenomeno particolare che caratterizza la formazione dell'identità italica, appartenenza di tipo culturale, e non di tipo “etnico” l'importanza del quale è sottolineata anche dal Ministero degli Affari Esteri come fattore importantissimo nelle relazioni diplomatiche: “La civiltà italica è nata da una serie di fenomeni multipolari generati dall’incontro di diverse culture. Sono gli italici, non solo gli ‘italiani”, che hanno promosso l’italicità nel mondo: stranieri che hanno scelto la cultura italiana come punto di riferimento. Diversamente da altre culture, come quella anglosassone o quella ispanica, la cultura italiana si basa solo parzialmente su una comunità linguistica omogenea e fortemente identitaria. La forza dell’italicità risiede precisamente nell’abilità di combinare diversi linguaggi, etnie, e codici di comunicazione.”

Il punto di vista è quindi molto interessante: non si discuterà di  un'identità che poggia le basi su un mondo “inter-nazionale” dove esiste una corrispondenza diretta fra culture, lingue, istituzioni e tradizioni nazionali, ma di un'identità aperta, che guarda alle trasformazioni in atto, ai processi di globalizzazione, alla multiculturalità, alle dinamiche provenienti “dal basso” stimolate dai nuovi media e dai nuovi linguaggi della comunicazione.

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