La saga dell'italiano

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Dal Tg1 un divertente “siparietto” sull'uso distorto della lingua italiana con la professoressa Valeria Della Valle e Igor Righetti.

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Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, presentano da tempo un modo diverso di accostarsi alla lingua italiana, con una serie di guide amichevoli che ci avvicinano alla storia e allo studio della nostra lingua, per scoprirne anche il lato divertente e ludico. Sono arrivati a pubblicare il decimo volume di quella che potremmo definire la “saga dell'italiano”.

Come nasce questo progetto di così lunga durata?

Nasce da una amicizia che si è consolidata nel tempo, scrivendo questi e altri libri. L’idea iniziale è partita  da una constatazione. Studenti, colleghi, amici e parenti ci ponevano continuamente domande sulla lingua italiana e sul suo uso corretto. Ci siamo resi conto che non esistevano libri divulgativi sull’argomento capaci di spiegare in modo semplice  le regole della grammatica e la storia dell’italiano. Abbiamo cominciato, e il successo ha premiato la nostra iniziativa.

Viva la grammatica!“, recita il risvolto di copertina, è “una guida amichevole, basata su esempi tratti dalla comunicazione quotidiana, dalle espressioni usate nei giornali, in televisione, nei fumetti, nei romanzi, nelle canzoni, nei film. Un'occasione per avvicinarsi all'appassionante, avventurosa storia dell'italiano e per scoprire – come una rivelazione – il lato divertente della grammatica.”  Ci racconta come si fa a trovare questo lato divertente?

Il lettore può trovare nel libro esempi di usi sbagliati che fanno sorridere.  Ma l’esempio dell’errore clamoroso serve proprio a guidare il lettore verso l’uso giusto e corretto. Per esempio, per spiegare come va usata la punteggiatura siamo partiti da una citazione cinematografica: la celebre lettera che Totò detta a Peppino De Filippo in  un film che tutti ricordano. Oppure, per far apprezzare il passato remoto, ci siamo serviti dei versi di una canzone di Francesco De Gregori, intitolata, appunto, Passato remoto. E per spiegare il periodo ipotetico siamo ricorsi a una famosa canzone cantata da Mina, Se telefonando. Per spiegare l’uso corretto degli avverbi non potevano mancare gli avverbi strampalati dell’onorevole Cetto La Qualunque, interpretato da Antonio Albanese.

Un volume è addirittura interamente dedicato al congiuntivo, croce e delizia della nostra lingua.

Il congiuntivo continua a essere argomento di grande attualità: nel nostro libro intitolato, appunto, “Viva il congiuntivo!”, abbiamo pensato di mettere insieme tutto quello che sappiamo su questo modo verbale tanto discusso e di raccontarlo in maniera semplice e affabile, ma documentata, e basata su studi scientifici serissimi.  Ci siamo serviti, come esempi, degli errori clamorosi fatti da personaggi illustri (anche un ministro della Pubblica Istruzione!), o degli errori voluti di Paolo Villaggio nei panni di Fantozzi, o di uno scivolone  sull’ uso del congiuntivo  nel testo di  una canzone di Adriano Celentano.  Ma abbiamo anche documentato le incertezze nell’uso del congiuntivo da  parte di scrittori come Dante, Boccaccio e Ariosto, solo per citare qualche nome celeberrimo. Insomma, anche anticamente, non solo oggi, il congiuntivo creava problemi a chi doveva usarlo, e noi ne abbiamo registrato le testimonianze.

Per finire un manuale che scioglie tutti i dubbi di scrittura e di pronuncia in cui tutti quanti, prima o poi, inciampiamo “Ciliegie o ciliege?”

Nell’ultimo dei libri pubblicati  abbiamo messo insieme un gran numero  di dubbi sull’uso corretto della lingua italiana. Ben 2406 dubbi: oltre al dubbio che dà il titolo al libro  (si deve scrivere ciliegie o ciliegie?), dubbi sulla pronuncia, sulla grafia, sugli accenti, sugli apostrofi, sulle concordanze, sui plurali, sulle reggenze e le costruzioni sintattiche, con l’aggiunta di un capitolo in cui abbiamo elencato 1602 forme verbali difettive e irregolari. Mentre nei libri precedenti  avevamo cercato di risolvere e spiegare questioni linguistiche piccole e grandi, questa volta abbiamo deciso di scrivere un “breviario” di risposte immediate e veloci, in ordine alfabetico, per ogni tipo di dubbio linguistico. Abbiamo pensato a chi deve scrivere un verbale, una relazione, un tema, oppure a chi deve parlare in pubblico: non sempre si ha il tempo di consultare un dizionario della lingua italiana o una grammatica. Meglio avere sulla scrivania un manualetto facile da sfogliare, che risolva immediatamente il momento di imbarazzo.

Quest'ultimo volume, il decimo della saga, è dedicato alle responsabili del progetto di Rai Educational “In Italia” a cui lei e Giuseppe Patota collaborate da anni. Qual è il vostro ruolo nel programma?

Patota collabora da anni con Isabella Donfrancesco, Alessandra Urbani e l’intero gruppo che, coordinato proprio da Donfrancesco, si dedica alla realizzazione di programmi relativi alla didattica dell’italiano a italiani e stranieri. Accanto a In Italia, vale la pena di ricordare, in proposito, Cantieri d’Italia, nato dalla collaborazione fra Rai Educational e il Ministero dell’Interno. Io sono arrivata da poco, riversando la mia esperienza di lessicografa in un progetto che – speriamo presto – porterà alla costruzione di un grande “Portale dell’italiano” destinato ad apprendenti italiani e stranieri.

Ci sarà un undicesimo volume? E se sì su quale argomento vi concentrerete?

Naturalmente.  Come rinunciare al piacere di  condividere il piacere della scrittura e della compagnia? Stiamo già lavorando all’undicesimo volume. Sarà dedicato agli errori che devono essere evitati, scrivendo e parlando, se non si vogliono fare figuracce, e soprattutto ai “nuovi” errori, quelli che molti fanno per seguire le mode, per imitazione di modelli sciatti e sgrammaticati, purtroppo molto diffusi.  Il lato divertente per i lettori sarà rappresentato da una documentazione di errori di personaggi noti, talvolta prevedibili, talvolta insospettabili. 

Ascolta qui l'intervista a Giuseppe Patota sulla RSI

Scarica da qui l'articolo di Francesco Erbani su Repubblica

 

Valeria Della Valle è professoressa di Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma. Insieme a Giovanni Adamo, con il quale dirige l’Osservatorio neologico della lingua italiana (ILIESI-CNR), ha pubblicato Neologismi. Parole nuove dai giornali (Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2008). È la coordinatrice scientifica del Vocabolario Treccani (2008).

 

Giuseppe Patota è professore di Storia della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Siena-Arezzo.  Dal 2004 è direttore scientifico del Grande Dizionario Italiano Garzanti. All’attivo ha molte opere dedicate alla lingua italiana e alla sua storia, alcune delle quali pubblicate anche all’estero.

 

Insieme, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota hanno pubblicato con Sperling & Kupfer 10 libri. L’ultimo, del 2012, è  Ciliegie o ciliegie? e altri 2406 dubbi della lingua italiana. Da anni sono protagonisti di rubriche radiofoniche e televisive riguardanti dubbi e curiosità sulla nostra  lingua.

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