Stati Generali della lingua italiana: 1,5 milioni gli studenti di italiano nel mondo

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palazzo vecchioAgli Stati Generali della lingua italiana di Firenze un primo giorno ricco di interventi interessanti. Alla presenza del Sottosegretario Mario Giro si sono avvicendati i relatori di questa prima giornata ognuno di loro portando le proprie osservazioni e riflessioni sulla lingua italiana. Il fascino della nostra lingua è stato il tema principale dell’intervento della scrittrice Dacia Maraini, la quale ha fatto notare che i libri italiani sono sempre tradotti in tantissime lingue e ha raccontato della sua esperienza in oriente in particolare in Vietnam dove è stata a lungo a contatto con gli studenti dei dipartimenti di italianistica delle Università e dove l’Italia viene considerata come potenza culturale mondiale.

Il direttore del domenicale del Sole 24 Ore Armando Massarenti ha portato invece all’attenzione della platea un “esperimento” condotto dal suo giornale, il supplemento di altissimo livello de Il Sole 24 Ore dedicato interamente alla cultura, “Domenica”, uscito in una versione ridotta ma completamente in lingua inglese. “Strumenti di comunicazione” di questo genere secondo Massarenti si potrebbero distribuire attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura e le altre istituzioni pubbliche e private che si occupano della diffusione di lingua e cultura nel mondo. Si tratta, in sostanza, di “veicolare la pubblicità alla cultura italiana nel mondo tramite l’inglese”, che poi, ha ricordato Massarenti invitando il Ministero degli Affari Esteri a sposare la sua proposta, è quanto si pratica e con successo con la traduzione della nostra letteratura.

Il direttore generale Meloni, per conto del Ministero degli Esteri, ha presentato i dati 2013 sullo Stato dell’insegnamento dell’italiano nel mondo, un lavoro, ha spiegato, realizzato in collaborazione con la rete diplomatica e gli IIC attraverso la rilevazione diretta e la rilevazione indiretta. Quest’ultima riguarda gli studenti di lingua italiana in “contesti non incoraggiati dal Sistema Paese”, ovvero senza sostegno dello Stato italiano. Ne è derivato un quadro in cui si comprende quanto e dove si studia la lingua, ma non come e perchè. Domande per rispondere alle quali, Meloni ha annunciato l’istituzione nei prossimi mesi di un Osservatorio ad hoc.
Venendo ai dati, sono 1,5 milioni – è il numero è “per difetto” – le persone che studiano la lingua italiana nel mondo tra chi frequenta scuole italiane o bilingue, Università, corsi degli enti gestori, corsi degli IIC, della Dante Alighieri o di altre realtà minori. Gli studenti nelle scuole locali da soli coprono il 50% del totale. La maggior parte degli studenti, il 31,47% (479mila), si trova in Europa, seguita dal Sud America con il 18,73% (285mila), dall’Asia e dall’Oceania – e questo è un dato sorprendente, dovuto all’inserimento dell’italiano curriculare nelle scuole d’Australia e dal caso Giappone – con il 16,75% (255mila), dal Nord America con il 14,01% (213mila), da Mediterraneo e Medio Oriente con il 10,55% (158mila), dall’Europa extra Ue con il 7,75% (118mila) e dall’Africa Subsahariana con lo 0,84% (12mila). La Germania è il primo Paese per numero di studenti; seguono Australia, Stati Uniti, Egitto e Argentina. Al sesto posto l’Albania, dove, ha concluso Meloni, “grande è stato l’investimento” del nostro Paese.

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