“Le lingue in Svizzera”: uno studio analitico comparativo

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copertina-lingue-in-svizzera_rit_2“Le lingue in Svizzera. Analisi dei dati delle Rilevazioni strutturali 2010-12” è una recente pubblicazione dell’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana. Ne parliamo con Matteo Casoni, autore assieme a Elena Maria Pandolfi e Danilo Bruno del volume.

Quattro sono le lingue nazionali nella Confederazione Elvetica: tedesco (parlato dal 65,4% della popolazione), francese (22,6%), italiano (8,4%) e romancio (0,6%) che è l’unica lingua “solo” svizzera, visto che non è parlata in nessun altro luogo al di fuori del Canton Grigioni.

 

Scopo del lavoro è la descrizione della situazione delle lingue in Svizzera. Quali le fonti e quale la metodologia utilizzata?
I dati sull’uso delle lingue in Svizzera sono ricavati dagli annuali Censimenti nazionali della popolazione condotti nel triennio 2010-12. Le analisi integrano i metodi della statistica e della sociolinguistica e permettono di descrivere la situazione delle lingue sia rispetto alle competenze dei parlanti, attraverso i dati sulle lingue principali (le lingue che le persone dichiarano di sapere meglio, di cui hanno una competenza piena, da parlante nativo) sia rispetto all’uso delle lingue e dei dialetti in famiglia, al lavoro e nella scuola.

Il plurilinguismo è una componente costitutiva e tradizionale della Svizzera. Quale il rapporto tra le lingue ufficiali, tedesco, francese, italiano e romancio che emerge da questa ricerca?
La Svizzera, come è noto, è uno stato ufficialmente quadrilingue: sul piano istituzionale la Costituzione sancisce l’equivalenza delle quattro lingue nazionali, che, da questo punto di vista, hanno il medesimo statuto formale. È però evidente che il diverso peso demografico incide sul rapporto e sullo statuto socio-economico delle diverse lingue: il tedesco occupa una posizione egemone e le altre lingue nazionali si affiancano con gradi di minoranza diversi tra loro. Il rapporto tra le lingue nazionali va anche considerato alla luce del federalismo, regime che attribuisce notevoli competenze ai Cantoni anche in materia di politica linguistica, nel determinare le lingue ufficiali cantonali, le lingue dell’insegnamento e così via. Dal punto di vista dei parlanti i dati mostrano che l’84.4% dei residenti dichiara una sola lingua principale a fronte del 15.6% di parlanti bi-plurilingui a livello nazionale. Le percentuali di bi-plurilinguismo sono più elevate nelle regioni linguistiche minoritarie (regione italofona e romanciofona).

In generale i dati riportati nello studio confermano le caratteristiche e le dinamiche che si sono potute osservare negli ultimi decenni: il panorama linguistico svizzero è caratterizzato dalla coesistenza di quattro lingue nazionali e molte lingue della migrazione, dal ruolo dominante dei dialetti svizzeri tedeschi nella regione tedescofona e dal ruolo crescente dell’inglese come lingua franca dell’economia e della scienza. Risultano anche tassi relativamente bassi di bilinguismo nelle lingue nazionali nei Cantoni ufficialmente bilingui e una posizione precaria delle lingue nazionali diverse dal tedesco al di fuori dei rispettivi territori.

Il volume considera anche i dati delle lingue non nazionali e il comportamento linguistico dei residenti stranieri. Come si inseriscono nel panorama elvetico?
Circa un quinto dei residenti in Svizzera è di nazionalità straniera e complessivamente il 21,3% della popolazione dichiara come lingua principale una lingua non nazionale: le lingue straniere sono una componente importante, anche numericamente, del plurilinguismo nazionale. Tanto più che una buona parte dei residenti stranieri è integrata linguisticamente e dichiara di parlare una lingua nazionale accanto alla lingua d’origine. Non tutte le lingue straniere hanno il medesimo prestigio e la medesima funzione sul piano sociale: se l’inglese ha un ruolo importante nel mondo del lavoro, altre lingue sono utilizzate quasi esclusivamente nella comunica

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