(10/03/2026) Crescono gli italofoni e aumentano le iniziative culturali: l’italiano si ritaglia un ruolo sempre più centrale nel panorama elvetico
In Svizzera l’italiano è da sempre una lingua al centro di dibattiti, equilibri delicati e rivendicazioni identitarie. Minoranza storica del Paese, per decenni è stata considerata marginale, talvolta persino data per scontata. Eppure, mentre gli italofoni continuano a crescere, qualcosa sembra muoversi: il suo ruolo si sta ridefinendo, e forse anche rafforzando.
Ospite ad Alphaville, Aldo Bertagni, coordinatore del Forum dell’italiano in Svizzera, ricorda come la presenza dell’italiano sia tutt’altro che confinata al Sud delle Alpi. Da tempo l’italiano non è più una lingua di frontiera, osserva. I numeri parlano chiaro: gli italofoni distribuiti nel resto del Paese sono oggi più numerosi di quelli che vivono in Ticino e nei Grigioni italiani.
Non solo. L’italiano non è più percepito come lingua “utilitaristica”, legata al mondo dell’edilizia o alle migrazioni economiche del passato. Oggi è una lingua di cultura, d’arte, di passione. Una lingua scelta per curiosità, per affinità estetica e culturale prima ancora che per necessità.
Secondo il Forum, anche la narrazione secondo cui le nuove generazioni si allontanerebbero dall’italiano non regge del tutto. La percentuale di giovani che si avvicinano alla lingua resta contenuta, sì, ma significativa nel contesto svizzero. E soprattutto è guidata da motivazioni spontanee, non pragmatiche: entusiasmo più che obbligo.
