Dal 2008, in Germania, la casa editrice Langenscheidt promuove il gioco della Jugendwort des Jahres, la “parola giovanile dell’anno”: un’iniziativa che, con gli anni, ha acquistato un’eco sempre maggiore. Nell’aprile del 2025, nell’ambito del Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia, il linguista Massimo Arcangeli (Università degli Studi di Cagliari) ha proposto di importare il gioco in Italia, coinvolgendo nell’organizzazione i Comuni di Siena, di Firenze e di Grosseto, la Regione Toscana, il Consiglio Regionale della Toscana e il Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana, Unicoop di Firenze e la Rete Nazionale dei Licei Classici.
Il progetto, indirizzato in particolare ai giovani, era aperto a tutti. Oltre agli studenti dei licei, hanno partecipato all’invio delle proposte enti, aziende e istituzioni, tra cui l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, le case editrici Zanichelli e Mondadori Edu, le Università degli Studi di Firenze e di Siena, l’Università per Stranieri di Siena, il Polo Universitario Grossetano e alcuni sindaci di città toscane.
Tra le cinque parole finaliste selezionate dalla giuria popolare di migliaia di giovani italiani, aura, bro, chill, ghostare e rimasto, nel gennaio 2026 la giuria di qualità composta da sette adulti, fra insegnanti, docenti universitari e dirigenti scolastici, e sette giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni, più un presidente (un giovane fra i 19 e i 21 anni) ha infine scelto la parola chill, che era stata la proposta avanzata dall’Accademia della Crusca, dalla sindaca di Siena e da molti giovani e giovanissimi delle scuole d’Italia.
Riportiamo il commento con cui la redazione dell’Accademia della Crusca aveva motivato la proposta:
“Nel linguaggio giovanile, e nei suoi usi in rete, chill assume il significato generico di ‘rilassamento’, ‘tranquillità’, ‘relax’ e ‘calmo’, ‘tranquillo’, ‘privo di stress’. Come sostantivo e aggettivo può descrivere un atteggiamento sereno e disinvolto, una persona rilassata e calma, un’attività priva di pressioni o stress, una situazione piacevole e distesa. Lo troviamo in espressioni del tipo “Dai, stasera facciamo qualcosa di chill, niente di troppo impegnativo”, “Stai chill, non c’è niente di cui preoccuparsi” o “Mi sta simpatico il nuovo professore di fisica, è super chill”, ma anche in locuzioni fisse come stare nel chill: “Oggi non voglio stress, sto nel chill”. In molti suoi usi e contesti può ricordare (e forse sostituire?) un altro termine, ormai noto e in declino, tipico del linguaggio giovanile di qualche tempo fa: scialla. Sebbene neanche chill sia nuovissimo – il suo impiego nei linguaggi giovanili e sui social network è noto da almeno quattro o cinque anni – il suo uso sembra essersi ultimamente ben consolidato tra i giovani appartenenti alle nuove generazioni cosiddette Alpha e Zeta. Tant’è che da chill è derivato il verbo, adattato alla morfologia dell’italiano, chillare (con il participio passato usato con valore aggettivale chillato. La nostra redazione ha dunque scelto chill come parola dei giovani del 2025 non perché sia la più recente, ma proprio in virtù del suo consolidamento nell’uso e della sua rappresentatività generazionale. In un’epoca caratterizzata da velocità e iperattività, dove la società richiede di essere sempre “sul pezzo”, reattivi e produttivi, il linguaggio giovanile risponde con una parola che invita a rallentare, a godersi il momento, a prendersi spazi di autentico relax. Chill è una parola rappresentativa di nuove generazioni per le quali la presa di distanza dallo stress, dalle pressioni sociali, la ricerca della tranquillità, dello svago, della libertà dall’ansia sembrano essere valori di riferimento, in cui i giovani si identificano e si riconoscono”.
