Osservatore Romano: presentata la nuova edizione del settimanale

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Radio_Vaticana_logoPresentata in Vaticano presso la Sala Stampa la nuova edizione settimanale de L’Osservatore Romano. Presenti il prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Viganò e il prof. Giovanni Maria Vian, direttore del quotidiano vaticano.

E’ mostrando ai giornalisti la nuova veste grafica del settimanale de L’Osservatore Romano, nel 70esimo di pubblicazione, che si è aperto il “meeting point”, la “festa” come ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke. “Una sfida” ha ribadito mons. Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, il quale ha sottolineato che “l’indirizzo politico” dell’Osservatore dipende dal suo ufficio e che il settimanale si inserisce nella riforma dei media in un ottica di rilancio:

“È la novità nella continuità, che è una costante della Chiesa. Direi che è anche una sfida, perché insistere sul cartaceo, ai tempi d’oggi, è un pochino andare controcorrente”.

Mons. Becciu ha anche parlato “dell’apertura al mondo” delle rotative:

“Conferma lo stile de L’Osservatore Romano – del quotidiano – che deve essere il portavoce del Papa, della sua parola, della sua attività, ma con questa peculiarità, che è poi lo stile del Papa, di aprirsi al mondo, di aprirsi ai non credenti, di aprirsi all’area laica… E qui ci possono essere dei punti che ci accomunano, come la passione per l’ecologia, il portare la pace”.

“La Chiesa è in pima linea nel creare ponti e riportare la pace in zone di guerra” – ha aggiunto – ricordando il grande lavoro dei vescovi in Congo, raccontato anche con l’inchiostro vaticano:

“Personalmente mi complimento con loro, perché i vescovi della Repubblica Democratica del Congo sono riusciti ad evitare una crisi pericolosa che poteva portare a una guerra civile. Sono stati capaci di creare un accordo e di aiutare il Presidente, diremmo, a prendere le sagge risoluzioni”.

“Particolare attenzione – ha detto mons. Becciu – è data al ruolo delle donne nella Chiesa”, ha ricordato quindi il mensile “che in questo senso viene pubblicato dall’Osservatore e che verrà collegato con il settimanale” presentato oggi.

Il prof. Vian, direttore dell’Ossevatore Romano, ha ribadito che la pubblicazione periodica esiste dal 1948, ma che si è completamente rinnovata:

“Le tre sezioni, oltre a quella vaticana, sono caratterizzate, oltre che da una presenza selezionata di articoli, da rubriche nuove. Per l’internazionale e per la cultura si alternano un laico e un cattolico: per l’internazionale, il presidente Luciano Violante e l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi; per la cultura, due colleghi che conosciamo da molto tempo, Dario Fertilio e Roberto Righetto; per l’informazione religiosa, che ne L’Osservatore non significa solo mondo cattolico ma anche l’ecumene cristiana e le altre religioni, ci sono Zouhir Louassini, collega della Rai e nostro editorialista; c’è poi Anna Foa, un’altra editorialista del giornale; un protestante, Marcelo Figueroa, argentino, nuovissimo direttore dell’edizione argentina; e il card. Bassetti, l’arcivescovo metropolita di Perugia – Città della Pieve. Ognuno di questi autori si alterna nel corso di un mese: quindi è una rubrica mensile in realtà per ciascuno di loro”.

Un’edizione particolare quella settimanale – ha precisato – chiamata in gergo dei parroci:

“Perché permetteva ai parroci di avere una sintesi rapida del giornale e poi delle tracce di omelia. E oggi abbiamo anche la fortuna di avere una meditazione settimanale del priore di Bose, Enzo Bianchi”

Vian rispondendo ai giornalisti sul settimanale, ha ribadito lo sforzo di rinnovamento, “frutto di un lavoro di squadra”, seppur nel contenimento dei costi del quotidiano, che a tutt’oggi, in sette lingue e grazie al lavoro di circa 60 persone informa (anche on-line gratuitamente) sull’attività vaticana, internazionale, parla di cultura e religione.

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