L’italiano è una lingua accogliente? – La Lingua Batte dell’11/06/2017

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linguabatteLa presentazione, di Marino Sinibaldi direttore di Radio Tre, della Festa di Radio Tre a Forlì:
Anno dopo anno, le tre parole chiave della festa di Radio3 offrono nuove occasioni di riflessione, di narrazione, di spettacolo. Quest’anno con un filo rosso di canzoni e di poesie dedicate al lavoro nel dialetto di questa terra ma anche con una coppia di spettacoli teatrali, una serie di confronti a più voci, alcune puntate speciali delle più note trasmissioni di Radio3 che al centro avranno domande basilari: cosa succede a un mondo che vede scomparire o trasformare radicalmente le proprie tradizionali occupazioni? In cui cambiano tempi e luoghi, professioni e relazioni, tecnologie e psicologie? Dove si fa fatica a intravedere un futuro che offra prospettive incoraggianti? E infine, con quali linguaggi raccontare queste mutazioni?

Per fortuna le tre parole chiave -Arte/Cultura/Lavoro- disegnano un perimetro talmente ampio da poter comprendere voci e accenti molto diversi: nel programma della nostra Festa non mancheranno dunque i momenti di spettacolo accanto a quelli di più intensa discussione. E’ lo spirito quotidiano che anima le trasmissioni di Radio3 e che non può non esaltarsi in uno spazio pubblico come quello che si apre per tre giorni a Forlì. C’è tutta la serietà e, speriamo, la profondità con cui vorremmo venissero affrontate questioni che sono davvero serie e profonde. Ma c’è anche la leggerezza di punti di vista diversi, che aiutano a guardare problemi, conflitti, contraddizioni del nostro tempo da un’altra angolatura. E poi c’è sempre –questa è la promessa con cui arriviamo a Forlì, con tutta la carovana della Radio- lo spazio per la sorpresa, la rivelazione, la scoperta. Anche quest’anno vorremmo offrire qualcosa di inaspettato, vorremmo che tra i suoni e le parole che riempiranno le nostre tre giornate ci fosse qualcosa che sposti le nostre idee e le nostre percezioni, le arricchisca, non le lasci immobili e immutate.

Infine, questa edizione è per noi particolare perché rappresenta anche l’inizio di un viaggio che unirà Forlì e Matera. Che non sono solo le due città delle feste di Radio3, all’inizio e alla fine dell’estate, ma che indicano un percorso che tocca l’Italia più profonda e meno raccontata. D’altra parte la nostra festa di Forlì ogni anno ha rappresentato anzitutto questo: una tappa diversa di un viaggio che vorremmo continuare insieme.

Rachele Antonini è professoressa associata di Lingua e Traduzione Inglese presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione, Università di Bologna – sede di Forlì. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla sociolinguistica alla traduzione multimediale e l’interpretazione e traduzione non professionale. Dal 2007 coordina il progetto di ricerca In MedIO PUERI che si occupa dello studio della mediazione linguistica e culturale a opera di minori figli di immigrati. Ha pubblicato vari articoli in riviste specializzate e capitoli in volumi sull’argomento.
Isabella Chiari, allieva di Tullio De Mauro, ricopre oggi l’insegnamento che fu suo di Linguistica generale alla facoltà di Filosofia della Sapienza di Roma. Tra le varie collaborazioni, ricordiamo la più recente: l’elaborazione del Nuovo Vocabolario di Base dell’italiano in uscita quest’anno. Sull’idea della centralità dell’educazione linguistica nella vita e nella crescita dell’individuo ha fondato “Amal for Education”, un’associazione non profit che si occupa di sostenere l’educazione in aree di conflitto: con un centro educativo al confine turco-siriano fino ad oggi ha fornito assistenza e servizi educativi a più di 1.500 bambini siriani profughi e a centinaia di famiglie, mettendo al centro il recupero delle abilità linguistiche parlate e scritte.


Fabrice Olivier Dubosc
, terapeuta interculturale e psicologo analista, ha collaborato alla supervisione clinica del disagio migrante in progetti di accoglienza per richiedenti asilo. Ha partecipato a progetti in India, Corea, Libano, Marocco, Francia, Spagna e Georgia. La sua ricerca al confine tra più discipline si interroga sulle possibili forme di una psicologia postcoloniale Tra i suoi libri più recenti: Approdi e Naufragi – elaborazione del lutto e resistenza culturale (Moretti e Vitali 2016) e, con Nijmi Edres, il Piccolo Lessico del Grande Esodo. Ottanta lemmi per pensare la crisi migrante (Minimum Fax 2017).
Adriana Iezzi insegna Lingua e letteratura cinese presso l`Università di Bologna – Dipartimento di Interpretariato e Traduzione all’Università di Bologna – sede di Forlì. Esperta di arte contemporanea cinese, ha collaborato con diverse istituzioni museali italiane e cinese, tre le quali MACRO(Museo d`Arte Contemporanea di Roma), MNAO (Museo Nazionale d’Arte Orientale) e NAMOC (National Art Museum of China) su progetti di interscambio Italia-Cina. Ha lavorato per MondoMostre nell’organizzazione di mostre di arte cinese e scrive per diverse riviste di arte contemporanea. Ha lavorato per l’Ambasciata Italiana a Pechino ed è vissuta per diversi anni in Cina.


Alessandro Marzo Magno
, giornalista, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”. Si è occupato dei conflitti nell’ex Jugoslavia, in qualche caso anche come inviato di guerra. Oggi scrive libri di divulgazione storica, l’ultimo è uscito un paio di mesi fa edito da Garzanti e si intitola: Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler. Si sofferma sull’uso giornalistico improprio di appellativi come “slavo” alla luce di quanto accaduto ad es. nella vicenda “Igor il russo”.


Gassid Mohammed
 è uno scrittore, poeta e traduttore iracheno nato e cresciuto a Babilonia. Dopo la laurea quadriennale a Baghdad continua i suoi studi a Bologna. Nel 2011 conclude la magistrale in Italianistica, per poi conseguire il dottorato nel 2015. Attualmente vive a Bologna ed è docente di Lingua araba all’Università di Forlì. Tra le sue traduzioni dall’italiano all’arabo ricordiamo: Il corsaro nero di Emilio Salgari Al Mutawassit), La bella estate di Cesare Pavese (Al Mutawassit), City di Alessandro Baricco (Al Mutawassit).


Enrico Zambianchi
 è un comico romagnolo di lunga esperienza negli spettacoli dal vivo dove porta i suoi testi sulla società contemporanea o nella rivisitazione di personaggi storici: Andrea Costa, Pellegrino Artusi, William Shakespeare. Laureato in Scenografia, ha un master alla Nottingham Trent University e importanti collaborazioni nel campo degli allestimenti per il Cinema. Si è esibito in città come Londra, New York, Rio de Janeiro nella lingua del posto e ha ottenuto una serie di riconoscimenti nei festival comici italiani più prestigiosi. Ha appena debuttato con nuovo monologo teatrale “Purè Decò”: ambientato nel periodo tra le due guerre mondiali, inscena le aspirazioni visionarie del gestore di una trattoria romagnola, tornato da un viaggio nella Parigi della Bella Epoque

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