L'identità collettiva e le relazioni internazionali

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Destinate alla classe dirigente del futuro, le Conferenze si propongono quale occasione di incontro a livello internazionale per giovani brillanti tra i 28 e i 39 anni provenienti dai settori industriale, finanziario, accademico, politico e istituzionale, del no profit e dei media.

L'argomento della prossima Conferenza sarà “Roots and Borders: How Personal and Collective Identities Interact with Politics and Economics in a Changing World”.

Che ruolo hanno l’identità personale e quella collettiva nella politica, nelle relazioni internazionali e nel mondo del business? Quanto conta la questione dei confini nell’amministrazione di un paese o nell’apertura di nuovi mercati? Questi i temi della Young Leaders Conference di Austin.

A differenza dei tradizionali meeting, le Young Leaders Conferences non prevedono relatori, se non in particolari momenti conviviali. La discussione è diretta dagli stessi partecipanti che, divisi in gruppi di lavoro, potranno condividere opinioni, dati ed esperienze professionali, con l’obiettivo di giungere ad una conclusione comune.

Provenienti da Italia, Stati Uniti e da altri dieci paesi del mondo, gli Young Leaders selezionati per l’edizione 2013 sono manager, giornalisti, funzionari pubblici, fondatori di società che operano in mercati globali, esperti di finanza e di progettazione internazionale.

Scopo della conferenza, oltre alla discussione, è la creazione di una rete solida di relazioni e contatti tra i partecipanti, destinata a durare anche in futuro. Gli Alumni Young Leaders hanno un proprio sito web, ricevono una newsletter semestrale e possono partecipare ad eventi dedicati (videoconferenze tra Italia e USA, breakfast roundtables, cene con oratori americani, ecc.) oppure essere invitati alle iniziative dei membri del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

In quasi trent’anni di attività, il Programma Young Leaders conta più di 500 Alumni. Fra gli Young Leaders celebri ci sono Enrico Letta (attuale Primo Ministro italiano), Felipe Calderón (ex Presidente del Messico) e David Leonhardt (Washington Bureau Chief, New York Times).

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