La lingua italiana: un ostacolo per lo sviluppo o un valore da tutelare?

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Lo scorso 18 febbraio si è svolto nella cornice del Palazzo Reale il primo ciclo di incontri “L'italiano, l'inglese e le altre lingue” coordinato dalla professoressa Rita Librandi e promosso dalla Fondazione premio Napoli. Si è trattata della prima occasione per aprire un ciclo di conferenze nelle quali si parlerà dell'attuale situazione della lingua italiana.

Coordinati dalla professoressa Rita Librandi, alla discussione hanno preso parte Lida Viganoni, rettore dell'Università degli studi di Napoli “L'Orientale”, Massimo Marrelli, rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Nicoletta Maraschio, presidente dell'Accademia della Crusca, Giuseppe Cataldi, prorettore dell'Orientale, e i professori Nicola De Blasi e Carlo Sbordone.

I relatori sono stati chiamati a presentare le proprie ricerche dalle quali è emerso che, contrariamente a quanto si possa pensare, c'è un notevole interesse per la lingua italiana, confermato da una crescita costante nella domanda dello studio della nostra lingua, soprattutto da parte di studenti e immigrati provenienti dai paesi emergenti.

L'italiano infatti continua a essere tra le prime quattro-cinque lingue studiate al mondo, sostenuto soprattutto dalle materie umanistiche, nostra eccellenza: arte, musica e anche diritto parlano italiano, così come deteniamo una posizione di prestigio in ambiti quali la ristorazione e la moda.

Nonostante questo la lingua italiana soffre di un deficit di diffusione e “peso” a livello internazionale. Fra le principali cause individuate sono l'assenza di sostegno da parte delle istituzioni che non promuovono e sostengono lo studio della nostra lingua all'estero e allo stesso modo dedicano scarse risorse allo studio della lingua anche in ambito interno, determinando in questo modo un ritardo nei confronti degli altri paesi europei.

A questo quadro, che non si può certo definire roseo, va aggiunto il diffondersi dell'idioma inglese che affianca e spesso sostituisce la lingua italiana in diversi ambiti: ad esempio, ha fatto scalpore la decisione del Politecnico di Milano di tenere corsi ed esami in questa lingua. Una delle conseguenze è stato un risultato non voluto: molti ragazzi hanno preferito corsi in italiano ritenendoli più semplici, creando così un dislivello di preparazione tra gli studenti di uno stesso corso di laurea.

Il dibattito è stata anche l'occasione per la presentazione del volume Fuori l'italiano dall'università? Inglese, internazionalizzazione, politica linguistica promosso dall'Accademia della Crusca ed edito da Laterza (2012). A questo lavoro hanno partecipato con i loro interventi più di cento persone tra scrittori, professori, giuristi, scienziati e linguisti sia italiani che stranieri. Nonostante i tanti pareri diversi la linea prevalente all'interno del libro è quella della difesa del multilinguismo, visto come un valore rispetto alla scelta monolingue.

Fai click qui per l'intervista a Rita Librandi coordinatrice del dibattito

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