Punto e a capo del 28 marzo 2018

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capodistriaTutto quel che c’è da sapere, o quasi, sulla parola “vita” in un’intervista allo storico della lingua Giuseppe Patota, accademico della Crusca e professore all’Università di Siena-Arezzo, che alla ‘biografia’ di questo termine ha dedicato un documentatissimo saggio (“Vita. Storia di una parola”, apice libri).

La prima volta che nell’area linguistica italiana  si è fatto uso della parola “vita” – che è un’evoluzione del latino VITA(M) –  fu nel 1065, nella Formula di confessione umbra; ma la madre di tutte le citazioni è in Dante: non c’è chi non ricordi  il famoso incipit della Divina Commedia “Nel mezzo del cammin di nostra vita”. E propriamente dantesca è forse l’espressione “arco della vita”.

A seguire il critico Luigi Tassoni presenta “Il suo nome quel giorno”, un romanzo del triestino Pietro Spirito ambientato nello sfondo delle vicende storiche dell’esodo dall’Istria (Marsilio).

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