Punto e a capo del 14 novembre 2019

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L’Istria è caratterizzata da una straordinaria ricchezza di tradizioni linguistiche e dialettali, un’area plurale dove si intrecciano da secoli idiomi di ceppo latino e di ceppo slavo, e la sua storia linguistica non si può comprendere appieno se non attraverso uno sguardo d’insieme. Suzana Todorović, giovane dialettologa capodistriana che insegna all’Università del Litorale, nelle sue ricerche sui dialetti del territorio è partita dalle varietà di matrice slovena per approdare quasi naturalmente a quelle di origine veneta, documentate finora in una belle serie di pubblicazioni. L’ultima è l’Atlante linguistico istroveneto dell’Istria nordoccidentale, frutto di un generoso e appassionato lavoro sul campo durato diversi anni. Un’opera preziosa, che restituisce una fotografia aggiornata di quella ‘lingua del cuore’ cara agli istriani, da poco riconosciuta in Slovenia come bene culturale di rilevanza nazionale. Dodici i punti d’inchiesta nell’area di confine tra Italia, Slovenia e Croazia, da Muggia fino a Pirano e a Buie. Il primo volume, comprendente 573 carte linguistiche, è fresco di stampa. Il secondo e il terzo seguiranno a ruota nel 2020 e nel 2021.

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