Punto e a capo del 16 gennaio 2020 – L’Istria e il bilinguismo di facciata

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L’italiano è lingua molto amata e studiata all’estero ma non altrettanto in salute in Istria, un’area storicamente plurale dove l’italiano gode di un alto grado di tutela formale ma  di fatto è assai poco presente a livello pubblico. Ora una ricerca voluta dal Consiglio della minoranza italiana della Regione istriana cerca di fare il punto e suggerisce i possibili interventi per arginare la deriva e dare sostanza al bilinguismo ufficiale nelle città e nei comuni dove risiedono i nostri connazionali. C’è un elemento importante su cui si può fare leva per un’inversione di tendenza, sostengono gli esperti che hanno curato l’indagine, ed è l’atteggiamento di favore con cui viene visto dai più l’italiano, considerato da molti croatofoni come una ricchezza del territorio. La situazione al momento non è confortante: nelle quattro località campione (Buie, Rovigno, Torre di Parenzo, Sissano), l’unico aspetto in cui viene attuato il principio del bilinguismo integrale è quello della denominazione di vie e piazze, rigosamente bilingui. Un po’ poco.

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