Storia ed obiettivi

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Fondata nel 1985 a Roma con un accordo fra RAI, RSI – Radiotelevisione della Svizzera italiana, Radio Vaticana, RTV San Marino e Radio Capodistria, è un’associazione tra radio e televisioni di servizio pubblico che trasmettono in lingua italiana. Il suo obiettivo è la valorizzazione e la promozione della lingua italiana attraverso coproduzioni, trasmissioni e con la creazione di una rete di relazioni che consenta lo scambio di programmi e iniziative fra le emittenti associate.

La Comunità organizza seminari di formazione per operatori radiofonici delle emittenti italofone e segue e organizza costantemente dibattiti, convegni e seminari su temi che, a diverso titolo, riguardano la lingua e la cultura italiana. Lo sguardo aperto, la vocazione internazionale, l’attenzione vigile a tutto ciò che riguarda la lingua italiana a livello globale e alle comunità degli italiani all’estero.La Comunità radiotelevisiva italofona è centro di diffusione di informazioni provenienti da tutto il mondo su ciò che riguarda l’italicità, la lingua e la cultura italiana.Oltre ai 5 soci fondatori la Comunità è composta da 12 Membri associati, emittenti italofone da tutto il mondo e 17 Amici, istituzioni che si occupano di lingua italiana da diversi punti di vista. Il sito www.comunitaitalofona.org e la pagina FB  vogliono essere un punto di riferimento per tutti gli italofoni e gli italofili nel mondo.

La nostra Carta Programmatica, rinnovata nel 2016, è basata sulla volontà di mantenere vive le aspirazioni originarie dei fondatori ma con la consapevolezza della inevitabile necessità di dover disegnare e indicare prospettive e piani di azione dentro realtà e dinamiche in gran parte inimmaginabili 30 anni fa.

Restare coerenti allo spirito dei fondatori significa mantenere, in nome di una comune lingua e cultura, la solidarietà e il reciproco sostegno tra i membri della Comunità, nel frattempo allargatasi a una rete di nuovi soci e amici sostenitori di ampia estensione; esplorare nuovi orizzonti comporta il difficile e delicato esercizio di rinnovare contenuti e modalità di comunicazione, sulla spinta di nuovi bisogni, nuovi pubblici e nuovi vettori di trasmissione; esplorazione significa pure sapersi immergersi in territori, nello spazio e nel tempo della memoria, al di fuori di quelli tradizionali, nei quali  la lingua italiana si ritrova fragilizzata rispetto a un passato di rassicurante tranquillità (ma dove, anche, la lingua italiana si è pure misurata e arricchita nel confronto e nella contaminazione con “quell’altro” e “quel diverso” emersi con prepotenza e talvolta con violenza in questi anni di rivolgimenti di ogni genere).

Rimanere fedeli alle fonti vuol dire continuare a sostenere e a promuovere con costanza creativa una lingua italiana che dovrà però mostrare sempre più capacità di lettura originale in e di un mondo tanto rimpicciolito in superficie quanto conflittuale in profondità; elaborare piani d’azione per le prospettive di oggi e di domani esige la ricerca, l’ascolto, la comprensione e la condivisione delle attese delle nuove generazioni verso la lingua italiana e i suoi contenuti, attraverso usi differenziati della lingua stessa su veicoli di trasmissione altrettanto differenziati.

In conclusione una lingua italiana che si faccia “dantescamente” peregrina per tornare ad essere interlocutrice tra le complesse realtà in cui operiamo dentro e fuori dalle nostre frontiere: lingua italiana specchio di seduzione per il bello e  il piacere, ma anche, per non dire soprattutto, specchio per la conoscenza e la comprensione.

La Carta programmatica è intesa a complemento dello Statuto e vuole, a partire dal proprio ancoraggio istituzionale, precisare i principi orientativi dell’azione del Comitato Direttivo della Comunità radiotelevisiva italofona.

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