Campo Le Fraschette: la tv di Stato di Malta ricostruisce la storia degli internati maltesi

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La Storia degli internati nei campi italiani durante la Seconda Guerra Mondiale raccontata dalla tv maltese. Viene accesa una nuova luce che aiuta a comprendere meglio cosa accadde all’inizio degli anni ’40 del secolo scorso in alcuni campi italiani, tra i quali quello de Le Fraschette, ad Alatri. Un documentario curato dalla televisione di Stato di Malta, TVM, ha acceso i riflettori sulla storia di 2.000 maltesi internati in Italia nel secondo conflitto mondiale. Il documentario, suddiviso in tre parti, andrà in onda sull’emittente maltese i prossimi 25, 26 e 28 settembre e buona parte di esso sarà incentrato proprio sul campo Le Fraschette, presso il quale sono state girate le riprese televisive e raccolte le testimonianze di Marilinda Figliozzi, studiosa della storia del campo Le Fraschette, e del ricercatore Andrea Giuseppini.
Il documentario televisivo di Malta ha rintracciato i sopravvissuti e gli eredi degli oltre 2.000 cittadini maltesi che nel 1942 sono stati prelevati con la forza da Tripoli, dove le loro famiglie erano emigrate, e trasferiti nei campi d’internamento in Italia per essersi rifiutati di rinunciare alla cittadinanza britannica.
«Mia sorella è stata violentata dai soldati tedeschi», ha raccontato un sopravvissuto al giornalista Mario Xuereb, che è venuto nel campo d’internamento Le Fraschette e ha cercato documentazione sui maltesi. La troupe televisiva ha raggiunto anche l’Australia, dove in seguito molti degli internati migrarono.
«Fu detto loro che avrebbero potuto riacquistare la libertà diventando simpatizzanti fascisti – spiega Xuereb -. La maggior parte di loro è rimasta leale, ma quella fedeltà è stata difficilmente ripagata».
Quando il 10 giugno 1940 l’Italia entrò in guerra, già diversi migranti maltesi erano stati arrestati e imprigionati dalla polizia fascista. Queste furono le prime misure di sicurezza intraprese per espellere da Tripoli circa 60 maltesi, che furono arrestati e portati nelle prigioni libiche. Tra essi c’era Carmelo Cini, il cui figlio Romeo avrebbe più tardi raccontato nei minimi particolari il calvario dei maltesi nel campo d’internamento de Le Fraschette.
Ma fu nel gennaio del 1942 che iniziò il trasferimento di oltre 2.000 migranti, praticamente l’intera comunità maltese.
«I maltesi erano sospettati di non collaborare con gli italiani: erano accusati di spiare gli italiani a favore della corona britannica», racconta il giornalista Mario Xuereb.
Il 15 gennaio 1942 l’intera comunità fu posta agli arresti e in due giorni donne, anziani e bambini furono portati in un edificio scolastico. Il 18 gennaio i migranti furono fatti salire su tre navi mercantili e condotti in Italia.
I maltesi furono radunati a Fiuggi, dove vennero sistemati all’interno di un albergo. Per giorni i migranti furono tenuti in quarantena. Altri maltesi erano stati sistemati in pensioni a Montecatini Terme e in altre località della Toscana.
Secondo il racconto di un sopravvissuto, Romeo Cini, i migranti si stavano godendo una vita confortevole a Montecatini e Fiuggi nei giorni successivi al loro arrivo in Italia. Quello di cui non erano a conoscenza, è che «un grande campo di concentramento si stava costruendo in una valle circondata dalle montagne della Ciociaria. La località si trovava nei pressi della piccola città di Alatri, ai piedi di Fumone, un piccolo paese arroccato in cima alla montagna. Il campo di concentramento si chiamava Le Fraschette. A quel tempo chi di noi avrebbe potuto immaginare che presto saremmo tutti finiti in quel campo?». (Gabriele Margani)

Campo Le Fraschette, un documentario della tv di Stato di Malta ricostruisce la storia degli internati maltesi

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