Usa l’italiano, parla col mondo

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Vi proponiamo dal quotidiano “L’opinione” l’intervista all’ambasciatore italiano negli Stati Uniti Claudio Bisogniero. I temi principali affrontati nel colloquio sono la diffusione della lingua italiana negli USA e le strategie per promuovere la nostra lingua elaborate e rese operative dal Governo Italiano con l’obiettivo di aumentare l’offerta di corsi a livello scolastico e universitario.
L’intervista, raccolta da Umberto Mucci, è disponibile anche a questo indirizzo:
http://www.opinione.it/esteri/2014/03/28/mucci_esteri-23-03.aspx

“Usa l’italiano, parla col mondo”
di Umberto Mucci

La lingua italiana è innegabilmente parte fondamentale della rappresentanza del nostro Paese nel mondo: è strumento di cultura, di orgoglio, di testimonianza storica, persino di marketing. È ricca e prestigiosa, anche se non è fra le prime al mondo per numero di persone che la parlano. Negli Stati Uniti l’italiano è spesso sinonimo di qualità e di prestigio, sia fra coloro che hanno nel loro Dna tracce di Italia trasmesse dai loro progenitori che partirono dal nostro Paese per andare in America, sia tra chi non ha origini italiane ma ama il Bel Paese e il nostro idioma. Siamo felici e orgogliosi di parlare di questo tema che ci sta molto a cuore col massimo rappresentante italiano negli Usa, l’Ambasciatore Claudio Bisogniero (nella foto).

Ambasciatore, a che punto è la diffusione dell’italiano negli States?
L’insegnamento della lingua italiana all’interno del sistema scolastico locale e delle università è molto apprezzato negli Stati Uniti. Secondo la Modern Language Association, il numero degli studenti di italiano nelle università americane è cresciuto nel corso dell’ultimo decennio di quasi il 60%, passando da 49mila ad oltre 80mila. L’American Council on the Teaching of Foreign Languages ha segnalato, nell’ultimo studio disponibile, come anche il numero di studenti nei licei sia aumentato in modo consistente nell’ultimo quinquennio passando da 65mila a 78mila unità. I contributi finanziari stanziati dal Governo italiano negli ultimi dieci anni per la promozione della lingua italiana negli Stati Uniti hanno certamente giocato un notevole ruolo nell’espansione della nostra lingua nel sistema scolastico e accademico statunitense. È, poi, molto significativo che il numero di studenti americani che decidono di trascorrere un periodo di soggiorno/studio in Italia è in costante aumento. Secondo i dati dell’“Institute of International Education”, il nostro Paese ospita un notevole numero di studenti statunitensi, piazzandosi al secondo posto dopo la Gran Bretagna e superando la Spagna. Ma c’è una sfida che ancora dobbiamo vincere: il definitivo ripristino dell’esame di italiano nel programma di Advanced Placement (Ap) del College Board.

Che cos’è l’Advanced Placement Program?
Il programma Ap è una fondamentale componente della promozione della lingua italiana negli Stati Uniti ed è per questo che il Governo italiano si è fortemente impegnato, anche finanziariamente, per la sua reintroduzione a partire dal 2011. L’Ap di italiano è un esame sulle competenze raggiunte nell’apprendimento della lingua e cultura italiane che può essere sostenuto nell’ultimo anno delle High School ed è considerato esame universitario. Il programma di Advanced Placement in lingua e cultura italiane è, infatti, un corso di livello universitario che gli studenti possono seguire mentre ancora frequentano la scuola superiore. Gli studenti che abbiano sostenuto l’esame possono, in base ai voti ottenuti, cominciare ad accumulare crediti riconosciuti in quasi tutte le università americane ed in molte università straniere. L’inserimento di una materia nel programma Ap ne favorisce l’insegnamento nelle scuole superiori e nei college, in tutti gli Stati Uniti. Consente inoltre alle famiglie un notevole risparmio finanziario, poiché permette l’acquisizione di crediti universitari al solo costo dell’iscrizione all’esame.

Quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere?
Nel 2012 (primo anno di esami dopo la reintroduzione dell’italiano tra le opzioni dell’Ap), gli studenti che hanno sostenuto l’esame d’italiano sono stati 1.806. Nel 2013 sono arrivati a 1.980, segnando così un incremento di quasi il 9%. In base agli accordi tra il Governo italiano ed il College Board, per andare a regime e diventare quindi auto-sostenibile occorre raggiungere quota 2.500 esami sostenuti al termine dell’anno scolastico 2015-2016. È pertanto in atto uno sforzo corale della rete-diplomatico consolare italiana negli Stati Uniti. Lo svolgiamo in collaborazione con gli organismi rappresentativi della collettività e dell’associazionismo italo- americano, supportati da un piano strategico e da un osservatorio nazionale della lingua italiana cui, a partire dalla fine del 2013, si sono aggiunti anche degli osservatori locali in ogni circoscrizione consolare in modo da rendere l’azione di promozione dell’Ap sul terreno più intensa e capillare.

Perché è importante sensibilizzare la comunità italiana negli Usa sull’Ap Program?
Non tutti sanno ancora che, dal 2013, gli studenti con diploma di scuola superiore americano che vogliano iscriversi alle università italiane potranno evitare di svolgere uno o due anni di College provando di aver superato almeno tre esami di Advanced Placement, di cui uno di italiano. Anche per chi, italiano, italoamericano o semplicemente italo-filo, non intende proseguire gli studi in Italia, l’Ap è allettante perché è molto conveniente (89 Usd contro i 2-3mila Usd per ogni credito), perché abbrevia la carriera universitaria e perché si tratta di una materia che arricchisce e diversifica il proprio portfolio di studente. Più in generale, vorrei sottolineare che per gli italiani che vivono in America, di nuova o vecchia emigrazione che siano, il definitivo ripristino dell’italiano tra le materie dell’Ap è una questione anche di prestigio della propria identità linguisitica e quindi culturale. In una fase storica in cui sono sempre di più i cittadini statunitensi – stando ai censimenti ufficiali – che rivendicano le proprie origini italiane e sono sempre più i nostri connazionali che per motivi di studio, di ricerca o di affari vengono a vivere per periodi più o meno lunghi in questo Paese, credo sia quanto mai importante impegnarsi tutti assieme per dare all’italiano la posizione che si merita nel sistema educativo statunitense. Abbiamo costituito un apposito osservatorio della lingua italiana negli Stati Uniti, costituito da una task force a livello, per così dire, centrale e tanti gruppi a livello locale. Lo scopo è di coinvolgere sempre più scuole, studenti e insegnanti in questa impresa. È stata curata la formazione degli insegnanti, è stato attivato il sito web dedicato www.usspeaksitalian.org, sono state prodotte e distribuite brochure e si è fatta moltissima pubblicità, sono state inviate lettere a vari livelli per spronare il più possibile la partecipazione all’esame di Ap. Consapevoli del ruolo che possono giocare gli stessi insegnanti e gli studenti di italiano nel successo del programma, abbiamo anche preso accordi per la sponsorizzazione di borse di studio per studenti con l’associazione Eduitalia e con l’Università per Stranieri di Perugia, per curare la specifica preparazione linguistico-didattica degli insegnanti.

Come, dove e quando iscriversi?
Gli studenti americani che, per la maggioranza, non hanno la possibilità di frequentare una scuola italiana (vi è una sola scuola italiana a New York), seguono corsi specifici di preparazione all’esame Ap presso le loro scuole (quest’anno sono oltre 260 i corsi attivi in tutti gli Stati Uniti). Gli studenti che già possiedono un buon livello di italiano (perché madrelingua o perché frequentanti una scuola italiana o corsi di italiano all’estero), possono sostenere l’esame come “privatisti”. L’iscrizione all’esame Ap, grazie ad una apposita convenzione, ha un costo molto ridotto specie se confrontato ai vantaggi che ne derivano. Sui siti Internet dell’Ambasciata e dei Consolati sono disponibili tutte le informazioni pratiche utili. L’Ap è una delle priorità del mio mandato. Non vogliamo lasciare nulla di intentato. Siamo anche consapevoli dell’importanza che il nostro personale impegno, così come quello di tutti – e mi riferisco a insegnanti, scuole, organizzazioni italo-americane, associazioni di insegnanti ma anche media – saranno fondamentali. Tutti insieme siamo riusciti a ripristinare l’esame Ap e tutti insieme dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo di renderlo permanente. Sono certo che ce la faremo!

 

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