Sondaggio: No Billag non seduce una maggioranza di svizzeri

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SWI-swissinfo.ch_Il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo suscita discussioni appassionate in tutta la Svizzera

L’iniziativa che chiede di sopprimere il canone radiotelevisivo, impiegato per finanziare le emittenti del servizio pubblico, non dovrebbe superare la prova delle urne il prossimo 4 marzo: è quanto emerge dal primo sondaggio della SSR. Dovrebbe invece ottenere una chiara maggioranza di voti il Nuovo ordinamento finanziario.

Si preannuncia una bocciatura per l’iniziativa “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)”, che esige un finanziamento su basi puramente commerciali di tutte le emittenti radiotelevisive in Svizzera. Secondo il sondaggio della SSR, realizzato a metà gennaio dall’istituto gfs.bern, il 60% delle persone interrogate respinge la proposta lanciata da giovani membri dell’Unione democratica di centro (UDC) e del Partito liberale radicale (PLR).

L’iniziativa viene invece sostenuta dal 38% degli intervistati, mentre solo il 2% dichiara di non sapere ancora come esprimersi. La bassa percentuale di indecisi dimostra che la stragrande maggioranza degli aventi diritto di voto si è già fatta una chiara opinione su questo tema, che ha suscitato grandi dibattiti negli ultimi mesi in tutta la Svizzera.

Grafico sondaggio gfs.bern

No Billag, come viene soprannominata l’iniziativa, porterebbe a profondi cambiamenti nel paesaggio mediatico nelle quattro regioni linguistiche del paese, dato che il canone radiotelevisivo consente attualmente di finanziarie la maggior parte di programmi delle emittenti con un mandato di servizio pubblico. La Svizzera sarebbe il primo paese in Europa a lasciare il settore radiotelevisivo unicamente nelle mani delle forze di mercato.

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