RSI, la rivoluzione è dietro l’angolo. LA 2 si trasferisce sul web

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logo_ticino_liberoDall’inizio del prossimo decennio, il secondo canale di lingua italiana si vedrà solo via web. Per Canetta si va incontro ai giovani, Carobbio si chiede: «avremo la stessa offerta del resto della Svizzera?»

Giorni di grandi novità in casa SSR. È di ieri la notizia che Roger De Weck sarà sostituito con ogni probabilità dal 54enne Gilles Marchand, che però prenderebbe il timone solo fra un anno, a inizio ottobre 2017.

Oggi la novità più grande riguarda invece da vicino la RSI. Come auspicato dal progetto “Prossimità digitale”, il secondo canale in lingua italiana si trasferirà entro l’inizio del prossimo decennio completamente sul web. Ovvero. RSI LA 2 sparisce, e i suoi programmi potranno essere visibili solo attraverso Internet, su WEB LA2.

Nelle altre regioni linguistiche, invece, non cambia nulla. Il comunicato della SSR fa notare che RSI gode di mezzi più limitati rispetto a SRF e RTF, e dunque il progetto citato ha riguardato solo la Svizzera italiana. Non sarà però un passo indietro, assicurano, perché anzi il canale web ben si potrebbe integrare col servizio offerto da RSI LA 1 e renderà più semplice coprire eventi locali, per esempio sportivi. D’altronde, per la RSI avere due canali stava diventando difficile.

Il direttore della RSI Maurizio Canetta ha detto che in questo modo ci si avvicinerà ancor di più ai giovani.

Non è invece convinta Marina Carobbio, che teme che questo cambiamento farà sì che la Svizzera italiana si vede offrire meno in termini di tv rispetto al resto della Svizzera. «Pur riconoscendo la necessità di sviluppare nuovi mezzi di comunicazione, mi chiedo se questo progetto tenga conto del mandato pubblico e della concessione alla SSR che prevede che anche alla Svizzera italiana sia garantito l’equivalente di quanto è fornito agli utenti del resto della Svizzera. Porrò quindi queste domande al Consiglio federale in occasione della prossima seduta delle camere di dicembre e chiederò precise garanzie. Perché anche questo è servizio pubblico…», ha scritto su Facebook.

A proposito del social, in molti toccano il tema della Billag, sulla cui abolizione ci si dovrà pronunciare alle urne. Con ogni probabilità, la rivoluzione che attende la RSI sarà ulteriore carne al fuoco su un dibattito già infuocato.

 

 

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