Paolo Poli legge i Promessi Sposi

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arton113520“A dieci anni ho avuto la scarlattina. Mi sono messo a leggere I Promessi Sposi. La consideravo una storiellina e mi chiedevo: “Perché Lucia fa tante storie e non si fa copulare?”. Però era scritta divinamente”. Ecco chi è Paolo Poli: l’ironia pungente, il garbato istrionismo, la vena surreale, una sublime perfidia. E chi se non il Maestro poteva calarsi nei panni di Don Abbondio e della Monaca di Monza, dando la sua voce inconfondibile a ciascuno dei memorabili personaggi manzoniani e tirandoci dentro le vicende umane e storiche del grande romanzo? Il libro di tutti e per tutti diventa una lettura che è un vero spettacolo!
Dopo lo straordinario successo dell’audiolibro dell’Artusi, il Maestro dà voce e fa rivivere Manzoni in una lettura magistrale de “I p “A dieci anni ho avuto la scarlattina. Mi sono messo a leggere I Promessi Sposi. La consideravo una storiellina e mi chiedevo: “Perché Lucia fa tante storie e non si fa copulare?”. Però era scritta divinamente”. Ecco chi è Paolo Poli: l’ironia pungente, il garbato istrionismo, la vena surreale, una sublime perfidia. E chi se non il Maestro poteva calarsi nei panni di Don Abbondio e della Monaca di Monza, dando la sua voce inconfondibile a ciascuno dei memorabili personaggi manzoniani e tirandoci dentro le vicende umane e storiche del grande romanzo? Il libro di tutti e per tutti diventa una lettura che è un vero spettacolo!
Dopo lo straordinario successo dell’audiolibro dell’Artusi, il Maestro dà voce e fa rivivere Manzoni in una lettura magistrale de “I promessi Sposi” in uscita il 15 ottobre per le edizioni Emons Italia (3 cd mp3 euro 19,90 – 11,94 in download).
I Promessi Sposi sono indiscutibilmente il primo romanzo moderno d’Italia e pietra miliare della nostra lingua. Pubblicati dopo una travagliata vicenda redazionale, tra il 1840 e il 1842, sono stati l’incubo di generazioni di studenti: ma quanti l’hanno veramente letto? Poli, oggi un meraviglioso ottantaseienne, non disdegna nuove avventure e ci accompagna tra i personaggi irresistibili e vividamente descritti, le vicende e i colpi di scena di uno capisaldi della nostra letteratura.
“Fra i suoi molteplici volti nascosti, c’è essenzialmente quello d’un soave, ben educato e diabolico genio del male: è un lupo in pelli d’agnello, e nelle sue farse sono parodiati insieme gli agnelli e i lupi, la crudeltà efferata e la casta e savia innocenza”. Con queste parole Natalia Ginzburg scriveva di Paolo Poli, vate del teatro italiano. Una vita professionale ininterrotta cominciata negli anni ’50 e passata sui palcoscenici di tutta Italia, per programmi radio e tv, letture e poesie. A giugno, dopo quarant’anni di assenza dal piccolo schermo, Poli è tornato in tv con il programma E lasciatemi divertire.

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