Non solo cervelli in fuga: i dati della nuova emigrazione

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rx-12_aa_takeoff_2002_d21Continua costante il flusso della nuova emigrazione: nel 2013 sono stati più di 125.000 gli italiani che hanno deciso di trasferirsi all’estero.

Questo è il dato più eclatante che emerge dalla ricerca “Nuove migrazioni” elaborata dal Centro Studi CNA.
Altro dato interessante è che dal 2007 al 2013 il numero dei connazionali che hanno lasciato il nostro paese è aumentato del 92,9%, e non si tratta solo dei cosiddetti “cervelli in fuga” che espatriano alla ricerca di occupazioni meglio remunerate, o a quello dei giovani che, in presenza di un tasso di disoccupazione giovanile del 43%, sono disposti anche a spostarsi all’estero e ad accettare occupazioni poco remunerative.
In realtà negli anni della crisi il fenomeno migratorio dei nostri connazionali verso l’estero ha riguardato in maniera sempre più ampia le fasce di età più avanzate.
I numeri sono pesantissimi. Dal 2007 al 2012 il numero di cittadini italiani di età compresa tra i 40 e i 49 anni è aumentato del 79,2%. Si tratta di un tasso di crescita quasi doppio rispetto a quelli registrati nelle fasce di età 15-29 anni (+44,4%) e 30-39 anni (+42,9%).
Anche il flusso di emigrazione dei cittadini più anziani ma ancora in età lavorativa (50-64 anni) pur rappresentando appena il 14,0% dell’intero fenomeno è aumentato più rapidamente(+51,2%) rispetto a quello degli under 40. E’ mutata quindi in maniera considerevole la composizione anagrafica del fenomeno migratorio nel corso degli ultimi sei anni.

Lo stesso tema viene affrontato anche da Italiannetwork, del quale vi proponiamo uno speciale nel quale vengono citate le numerose iniziative di sostegno dei patronati all’estero. Si tratta di uno sguardo interessante su di un fenomeno piuttosto rilevante, dal quale è possibile estrarre numerosi spunti di riflessione.

Licata (Fondazione Migrantes): “L’emigrazione italiana non si è mai arrestata”

De Santis (Patronati italiani nel mondo, presidente ItalUil): “I giovani non abbandonano l’Italia per una vita migliore ma perchè non vedono un futuro…”

Ascani (Umbria ricerche): “Brain Back Umbria, rete permanente giovani italiani italiani all’estero e imprese umbre”

Balduzzi (Italents): “fare rete. Confronto con i territori per quantificare perdita e predisporre politiche di rientro e di mobilità qualificante”

Prodi (EXBO): “I paradossi dell’Italia definiscono al meglio l’urgente necessità del nostro paese di trasformarsi”

Mangione (CGIE): “A quando un sistema elettronico che ci permetta di gestire i nostri dati?”

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