New York, il volto del nuovo italo-americano

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italian_american_flags_little_italy_new_york_city_photograph_ef1f585cVi proponiamo la prima parte di una inchiesta pubblicata sul sito Panorama, dove l’autore, il musicista Mimì De Maio, delinea il profilo del nuovo italo-americano attraverso i suo incontri, interviste e amicizie. La riflessione è ovviamente legata alla visione della lingua, della cultura e del modo di vivere italiano negli USA.

New York, il volto del nuovo italo-americano
di Mimì De Maio

Che la presenza degli italiani negli Stati Uniti fosse ampia è risaputo. La National Italian American Foundation (NIAF) e l’Order of Sons of Italy in America (OSIA) stimano che gli Americani di origine italiana siano circa 25-26 milioni.

La domanda d’italiano e d’Italia da parte della società americana è in crescita. Gli studenti d‘italiano nelle università americane sono passati da quasi 50mila nel 1990 a oltre 71mila nel 2013 (dati della Modern Language Association – MLA). Si identifica l’italiano quale lingua della cultura e, più in generale, accesso preferenziale allo stile di vita italiano. Ma se questi dati sono in crescita, diminuisce la presenza dello stereotipo italo/americano. Non è un caso che Little Italy sta sparendo in favore di China Town. Non poteva essere altrimenti. Quell’Italia non esiste più.

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