L’italiano dimenticato

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scuolaVi segnaliamo questo articolo pubblicato li 6 luglio sul Corriere della sera che affronta il tema della “perdita” dell’italiano da parte dei suoi parlanti. Un fenomeno che inizia con la fine delle scuole medie e che si perpetua fino agli studi universitari. Non è un caso che l’Università di pisa abbia iniziato a tenere corsi di lingua italiana per i suoi studenti (italiani).

 

L’italiano dimenticato

Parole sbagliate, verbi usati male. La lingua si disimpara a partire dalle medie e la tendenza verso il basso prosegue fino all’università. Tutti gli errori (anche) degli adulti

Qualche settimana fa il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa ha annunciato di voler avviare, per l’anno prossimo, una serie di corsi di grammatica italiana per i propri studenti. Come mai? Perché la competenza della lingua, indispensabile alle professioni forensi, va calando in modo vertiginoso. È noto, secondo i famosi (o famigerati) rilevamenti Invalsi, che la gran parte degli studenti che escono dalle scuole superiori non sa scrivere, manca dei fondamenti testuali, grammaticali, lessicali, sintattici: dopo le scuole medie, si disimpara l’italiano, e la tendenza verso il basso continua negli anni dell’università e poi in età adulta. Un fenomeno di regressione, il cui primato europeo spetta all’Italia, come ha dimostrato un anno fa anche la ricerca internazionale Piaac ( Programme for the International Assessment of Adult Competencies ). Dunque, c’è poco da meravigliarsi se l’editoria si attrezza per rimediare all’analfabetismo di ritorno che concerne il leggere e lo scrivere, oltre al far di conto.
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