L’Australia è il Paese in cui ci sono più studenti di lingua italiana

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 È quanto emerge dalla quinta edizione de “Lo stato della diffusione dell’italiano nel mondo”, indagine statistica promossa dal Ministero degli Affari Esteri e presentata nel corso degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, a Villa Madama in Roma.
Uno strumento ideato al fine di conoscere i diversi contesti in cui si insegna la lingua italiana nel mondo e poter poi elaborare mirate strategie di crescita.

2.145.093 sono gli studenti di italiano rilevati in 115 Paesi nel mondo nell’anno accademico 2016/17, facendo riferimento al variegato panorama di associazioni, università, scuole pubbliche e private e Istituti Italiani di Cultura in cui si insegna e promuove la nostra lingua. Un dato in crescita del 3,85% rispetto all’ultima rilevazione, con un Paese, lEgitto, che balza certamente agli occhi. Grazie infatti al l’aggiornamento dei dati forniti dalle autorità locali, il censimento dello scorso anno ha visto aumentare gli alunni da 79.149 a 121.909 unità.

Al primo posto, come si è detto, si conferma l’Australia con 314.716 studenti di italiano, seguita a stretto giro dalla Francia con 314.190 e un aumento del 14,29%. Sul podio, al terzo posto, la Germania con 257.469 studenti (+8,22%). Restano tra i Paesi con il maggior numero di studenti di italiano anche gli Stati Unti, al quarto posto con 221.741 unità e un aumento percentuale dell’8,73.

Particolarmente impressionante è l’incremento registrato in Uruguay: quasi il 200% (+197), pari a 13.213 studenti in più per un totale di 19.908.
Contrazioni si registrano invece in Paesi in cui la domanda di italiano è consolidata, come il Venezuela (-36,72%) a causa del perdurare dell’instabilità politica e socioeconomica; Regno Unito (-28,08%) e Giappone (-36,28%).

Viceversa costante è l’aumento dell’interesse per l’italiano in regioni strategiche come il Mediterraneo ed il Medio Oriente (+22%) e l’Africa sub-sahariana (+14%).

Quanto ai luoghi in cui si insegna la lingua, a fronte della flessione che ha riguardato gli studenti dei corsi tenuti dagli Istituti Italiani di Cultura (-7,89% pari a 5.649 unità) e la sostanziale invarianza nel numero degli studenti universitari (-0,03% pari a 63 unità), miglioramenti significativi sono stati registrati in “altri contesti di apprendimento” come associazioni private e università della terza età (+23,02% pari a 51.983 unità).

La maggioranza assoluta di concentra comunque nelle scuole pubbliche locali (oltre il 57% del totale, pari a 1.243.099 studenti). Un dato che segna un leggero aumento rispetto allo scorso anno e conferma la necessità, più volte ribadita dalla Farnesina, di sostenere l’istituzione e l’ampliamento di sezioni bilingue e corsi di italiano curricolari già dalle scuole dell’infanzia e dalle primarie. (r.aronica\aise) 

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