La Divina Commedia trova nuova vita nei cinguettii di Twitter

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Selfie con il capolavoro di Dante e illustrazioni sui social, in America Latina spopola la lettura collettiva online. E a Buenos Aires le copie sono diventate introvabili

La copertina sfondata, le pagine squarciate. Durante la Seconda Guerra Mondiale una copia della Divina Commedia frenò un proiettile vagante, evitando la morte al proprietario che la custodiva in tasca. «È la prova che Dante può salvarti la vita», scherza Pablo Maurette, raccontando l’episodio. Questo 38enne argentino, professore di letteratura comparata a Chicago, è il protagonista di una rivoluzione culturale che corre su Twitter: la lettura, partecipata, del capolavoro di Dante ai tempi dei social.

La formula è semplice: un canto al giorno, per cento giorni. Si legge, ognuno per conto proprio, poi si inizia a twittare per commentare e cercare/offrire spunti di analisi. Il risultato? Un successo planetario. Dal Messico alla Colombia, dalla Francia all’Australia, migliaia di utenti di lingua spagnola (una bolgia, verrebbe da dire) hanno lasciato ogni speranza per unirsi al viaggio 3.0 guidato da Virgilio. «Altre volte avevo iniziato l’anno leggendo un canto al giorno. Sono alla mia settima lettura – racconta il professor Maurette, in un italiano perfetto, prima di una lezione – e stavolta ho chiesto alla gente di accompagnarmi virtualmente: la risposta mi ha choccato».

Più volte, in America Latina, l’hashtag #Dante2018 è schizzato al primo posto, scalzando polemiche da bar sport e notizie di gossip. E sui social continuano a moltiplicarsi selfie di lettori con la Divina Commedia – da Starbucks, sotto l’ombrellone nell’estate australe o addirittura nella cabina di un aereo – video di gruppi di lettura e filmati di Gassman e Benigni che declamano le terzine. Sette secoli dopo, Dante è diventato un best seller virale: in molte librerie di Buenos Aires è diventato introvabile. «La cosa sorprendente è che l’interesse non diminuisce, ma continua a crescere», racconta Maurette. Che però teme defezioni con l’avvicinarsi del Paradiso: «È la parte più difficile dell’opera, a tratti ermetica, con molta teologia e filosofia». Ai lettori consiglia la lettura in lingua originale: «Come ispano-parlanti possiamo capire molte parole. La musicalità in Dante è tutto: nessuna traduzione riesce a restituire la perfezione e l’armonia dei suoni».

Dal primo gennaio nella selva oscura di Twitter si è riunita una comunità eterogenea: ci sono dantisti di fama internazionale (alcuni hanno aperto un account appositamente), ministri, storici e addirittura l’ex calciatore Asprilla. Ma la maggior parte sono anonimi lettori. Il progetto è diventato virale, allargandosi a Instagram: ogni giorno alcuni disegnatori pubblicano l’illustrazione del canto da leggere. Altri, invece, hanno tracciato la «mappa» dell’inferno per non smarrirsi tra i dannati. E dal mondo virtuale, lussuriosi e avari hanno invaso quello reale. Domani, giorno in cui Dante uscirà l’inferno, in alcuni locali di Buenos Aires, Bogotà e Città del Messico ci sarà la lettura collettiva del 34° canto. E sui muri della capitale argentina sono apparse alcune scritte con l’hashtag #Dante2018.

Ma come si spiega Pablo questo successo? «Chi non ha letto la Divina Commedia la vede come un must. Chi la conosce sa che una sola lettura non basta per capirla a fondo. Poi Dante 2018 è gratis, aperto 24 ore al giorno e ci si può unire in qualsiasi momento», spiega. Anche la struttura, secondo lui, aiuta. «La scansione in cento canti, ognuno si legge in mezz’ora, gli dà una rotondità definita. E si impiega non più di mezzora per ogni canto».

L’avventura di Dante2018 finirà il 10 aprile, ma Pablo pensa già alla prossima lettura. «Farò un sondaggio tra gli utenti proponendo altri classici. Ma sarà difficile trovare un’opera che si presti: potrebbe essere qualcosa di Boccaccio o il Don Chisciotte».

 

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