Italiani all’estero. Due proposte per valorizzarli

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imille-logo1Pubblichiamo integralmente questo articolo, firmato da Gabriele Boccaccini e Raoul Minetti e pubblicato sul sito www.imille.org

 

 

 

Introduzione

L’Italia è dagli anni ’90 interessata ad un nuovo significativo flusso di emigrazione che sta portando migliaia di giovani famiglie italiane a trasferirsi all’estero. Rispetto al passato si tratta di un’emigrazione di persone di livello di istruzione medio-alto in cerca di migliori opportunita’ di lavoro. Grazie alla facilità negli spostamenti e ai nuovi mezzi di comunicazione la nuova emigrazione italiana mantiene rapporti stretti e costanti con l’Italia. Per questi motivi è possibile immagine per i loro figli una prospettiva di bilinguismo che possa favorire l’emergere di una diaspora attiva e vibrante che in un’economia globalizzata possa fare da volano per l’intero sistema italiano.

Per ottenere questo scopo occorre anzitutto una strategia coerente e coordinata per il “mantenimento” e la pratica della lingua italiana all’estero, che preveda anche iniziative specifiche per i figli dei nuovi immigranti italiani.

L’Italia ha un network di scuole bilingue all’estero ed esistono corsi di lingua italiana nelle scuole di molti paesi. Si tratta di rafforzare questi strumenti, ai quali però devono affiancarsi altri strumenti che possano raggiungere capillarmente anche le piccole e medie comunità italiane all’estero. Occorre anche rafforzare i legami degli studenti di italiano all’estero con l’Italia, i quali rappresentano una risorsa finora solo scarsamente utilizzata.

A questo proposito si suggeriscono 2 proposte (a bassissimo costo):

1 proposta: Creazione di una rete capillare di doposcuola in ogni luogo dove esista una presenza anche limitata di famiglie italiane di recente immigrazione.

L’obiettivo potrebbe essere raggiunto in primo luogo attraverso una convenzione con la Società Dante Alighieri, la quale potrebbe creare nel mondo una rete capillare di programmi di doposcuola settimanali di italiano anche in realtà locali dove esista anche solo un numero limitato di poche decine di famiglie di nuova immigrazione. L’obiettivo dovrebbe essere che in ogni luogo dove una famiglia italiana si trasferisca nel mondo trovi ad accoglierla un programma settimanale di doposcuola di lingua italiana, organizzato su cinque livelli:

– pre-scuola (per genitori e bambini tra gli 0 e i 4 anni),

– materna e primo ciclo di elementare,

– secondo ciclo di elementari,

– scuola media

– scuola superiore.

Si tratterebbe di definire programmi comuni per questi corsi di doposcuola specificamente designati per allievi bilingui. La Società Dante Alighieri avrebbe il compito di reperire in loco gli insegnanti (di madre lingua), trovare sedi adatte e pubblicizzare i corsi. Le spese per gli insegnanti e l’affitto dei locali e il materiale didattico sarebbero facilmente coperti dalle rette delle famiglie. L’esperienza di molti programmi di doposcuola presenti nel modo dimostra che la partecipazione regolare per un’ora alla settimana di bambini che abbiano opportunità di parlare in famiglia è sufficiente a garantire un’educazione bilingue di base, che potrà quindi essere approfondita dalla pratica personale e dall’istruzione universitaria. Il doposcuola non va inteso come un’alternativa alla costituzione di scuole italiane bilingui o all’istituzione di corsi di italiano nelle scuole, ma come una necessaria integrazione capace di raggiungere capillarmente le famiglie italiane nelle maggior parte delle situazioni locali, specialmente laddove scuole o corsi scolastici non siano presenti.

2 proposta – Volontariato estivo in Italia per gli studenti di italiano all’estero.

L’obiettivo è  di far giungere ogni estate in Italia, centinaia e centinaia di studenti italiani all’estero, tra i 18 e i 25 anni, per attività di volontariato, specialmente per l’insegnamento delle lingue straniere ai bambini italiani. L’opportunità potrebbe essere data dai numerosi campi estivi organizzati ogni anno in Italia da Comuni o associazioni di volontariato, i quali potrebbero offrire ai giovani volontari ospitalità gratuita in famiglie in cambio di un servizio di animazione a livello di volontariato nei campi estivi per bambini e ragazzi. L’obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso convenzioni con le istituzioni e le associazioni che organizzano i soggiorni estivi. Essendo le spese di viaggio a carico dei volontari e l’ospitalità a carico di famiglie (anch’esse volontarie) si tratta un’iniziativa a bassissimo costo che però ha il vantaggio di utilizzare la grande risorsa degli studenti italiani all’estero per un servizio sociale in un settore (come quello dell’apprendimento delle lingue) nel quale il nostro paese presenta ancora delle forti arretratezze. La partecipazione dei volontari dovrebbe essere ammessa tramite selezione sulla base della conoscenza dell’italiano, offrendosi loro come premio per l’impegno nello studio della lingua, quindi privilegiando in primo luogo coloro che abbiamo frequentato con regolarità corsi e programmi di italiano nella scuola o nel doposcuola o all’Università.

Recentemente la Società Dante Alighieri del Michigan e gli Oratori Lombardi hanno dato vita ad un programma pilota (VoluntarItaly) che fornisce un valido modello di riferimento da essere “esportato” a livello nazionale. Per il bando si veda, http://www.dantemichigan.org/voluntaritaly/

Conclusione

E’ nostra convinzione che si tratti di due proposte di grande fattibilità ed enorme impatto sociale. Sono a costo zero o comunque richiedono finanziamenti o risorse economiche molto piccole. Se lanciate pubblicamente nei mass media avrebbero la potenzialità di unire l’Italia alla sua diaspora nella realizzazione di obiettivi comune, stabilendo legami che poi sono alla base di iniziative anche in campo economico e culturale, uscendo dalla logica della “lamentazione” ed individuando invece nei figli degli emigrati italiani all’estero delle risorse da coltivare e da utilizzare per la crescita dell’intero paese.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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