Italia, viaggio nella bellezza – Le tante vite di una città della Calabria

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607px-rai_storia_2010_logo.svg_La lunga storia di Squillace, centro della Calabria posizionato sul versante ionico del punto più stretto della regione (e di tutta Italia): la via istmica che unisce Lamezia Terme a Catanzaro. Una lunga vicenda insediativa che ripercorrere delle tappe caratteristiche di molti centri della regione. Colonia marina fondata dai greci – con il nome di Skylletion, diventa poi l’importante centro romano di Scolacium, un centro di servizio urbano dotato di teatro, anfiteatri, edifici amministrativi e religiosi. In epoca tardo antica e altomedievale, la città conosce una (o forse due) rifondazioni d’altura: gli squillacesi abbandonano la costa per rifugiarsi nell’entroterra, in altura, in castrum protetto da mura. Una vera e propria fuga dal mare, per allontanarsi dalle coste malariche prima e poi per sfuggire alle incursioni degli arabi. E così, dal VI all’XI secolo, sotto il dominio bizantino, Squillace vive questa ‘seconda vita’, lontana dal mare, isolata, con forme di economia ferocemente autarchiche. Saranno i normanni, alla fine dell’XI secolo, a ripopolare l’antico sito costiero di Scolacium, costruendovi una spettacolare abbazia incompiuta, l’imponente chiesa di Santa Maria della Roccella. Oggi, il Parco Archeologico di Scolacium – vero e proprio polmone verde di quel tratto di costa ionica racchiuso nell’ampio golfo di Squillace – conserva le tracce di questa affascinante storia.

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