Il Governo alla RSI: «Evitare ulteriore distanza tra Svizzera Italiana e resto del Paese»

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tio_logo_20Riportiamo integralmente questo articolo pubblicato da Ticinonline relativo all’incontro tra il Consiglio di Stato e i vertici di SRG-SSR e RSI. Si tratta di una fase delicata per il servizio pubblico radiotelevisivo svizzero che presto sarà sottoposto ad un referendum popolare che ne minaccia l’esistenza.

BELLINZONA – Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Palazzo delle Orsoline il Direttore generale di SRG-SSR Roger de Weck e il Direttore di RSI Maurizio Canetta, accompagnati da una delegazione del Consiglio regionale della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (CORSI) composta dal Presidente Luigi Pedrazzini, dalla vice Anna Biscossa e da Gabriele Gendotti.

La discussione sulle strategie del futuro – Come si legge nella nota diramata mercoledì dal Consiglio di Stato, «la riunione ha permesso di discutere le strategie dell’azienda per i prossimi anni – che prevedono diverse sfide cruciali per l’emittente pubblica – e di affrontare argomenti di attualità come l’iniziativa popolare federale «Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo».

«Non aumentare le distanze tra la Svizzera Italiana e il resto del Paese – Il Consiglio di Stato ha ricordato il ruolo di SRG-SSR e di RSI nel riflettere la complessità del federalismo elvetico, e riaffermato la propria attenzione per le trasformazioni del mondo dell’informazione svizzero e ticinese. In questo contesto per il Governo diventa prioritario che l’azienda radiotelevisiva pubblica faccia in modo che «non aumentino le distanze fra la Svizzera italiana e il resto del Paese, e che l’indiscutibile attaccamento del Cantone all’emittente pubblica emerga con chiarezza in occasione delle future campagne politiche federali».

Gli introiti pubblicitari – Un altro punto discusso riguarda il finanziamento del sistema radiotelevisivo pubblico che passa anche attraverso gli introiti pubblicitari. Il Direttore generale di SRG-SSR Roger de Weck ha illustrato le ragioni per le quali risulta oggi sempre più difficile finanziare il sistema dei media attraverso gli strumenti del mercato, ossia la pubblicità.

L’importanza del giornalismo – Un’altra questione riguarda il giornalismo e il ruolo del giornalista in una realtà sempre più segnata dai social network. «La politica federale e cantonale – si legge nella nota – dovrà quindi occuparsi di trovare – a breve termine – nuove soluzioni condivise per sostenere il giornalismo, in modo da salvaguardarne il ruolo fondamentale nel sistema della democrazia diretta».

Collaborazione con i privati – La SRG-SSR, nella sua strategia di mercato pensa ad una collaborazione gli operatori privati. «L’obiettivo di fondo – si legge nella nota – consiste nell’evitare un indebolimento parallelo degli operatori privati e dell’emittente pubblica; a questo scopo, sono stati già avviati diversi progetti di collaborazione con operatori privati, per un’unione di forze a livello di tecnologia, contenuti e raccolta pubblicitaria».

1.500 posti di lavoro grazie alla Rsi – Per quanto riguarda RSI, il Direttore Maurizio Canetta ha ricordato il ruolo dell’emittente pubblica per l’economia cantonale – con oltre mille posti di lavoro interni, distribuiti su una sessantina di professioni, e un indotto che si traduce in 500 impieghi esterni all’azienda – e la volontà di adeguarsi nei prossimi anni alle nuove abitudini della popolazione.

Il federalismo – Il Presidente della CORSI Luigi Pedrazzini ha infine ricordato i gravi rischi legati all’iniziativa «Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo», che porterebbe in sostanza alla sparizione del servizio pubblico, che in Svizzera è costruito con una forte impronta federalista e assegna alla Svizzera italiana il 20% delle risorse a fronte di appena il 4% della popolazione. Considerata l’importanza del tema per la Svizzera italiana, è stata anticipata la volontà di organizzare una ampia campagna di informazione della popolazione, in vista della votazione federale.

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