DEMIM – Dizionario enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo

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E’ stato presentato l’11 giugno il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Modo(demim), edito SER ITALI Ateneo, con la collaborazione della Fondazione Migrantes e curato da Tiziana Grassi, Enzo Caffarelli, Mina Cappussi, Delfina Licata e Gian Carlo Perego.

Il volume si articola in 1.500 pagine con oltre 700 lemmi-articoli, 160 box di approfondimento, 17 appendici monotematiche, 500 illustrazioni a colori e in bianco e nero ed è il frutto del lavoro di 169 autori, nella maggior parte dei casi docenti universitari e rappresentanti di istituzioni e associazioni impegnate nell’ambito delle migrazioni italiane all’estero, supervisionati da un consiglio scientifico di 50 esperti che rappresentano l’Italia e numerose altre nazioni.

Scrive il presidente della Repubblica Italia, On. Giorgio Napolitano nell’introduzione che  l’opera è una “…vera e propria summa di un fenomeno che ha segnato indelebilmente la storia del nostro Paese. Non è possibile ignorare il decisivo contributo che milioni di emigranti hanno assicurato allo sviluppo dell’Italia e al suo prestigio nel mondo (…). Grazie al loro impegno e alla loro tenacia, gli italiani hanno saputo – lavorando duramente – integrarsi con successo nel tessuto politico, sociale ed economico dei Paesi che li hanno accolti. Oggi, le nostre collettività all’estero concorrono ancora in maniera essenziale al consolidamento delle relazioni politiche ed economiche tra i Paesi di residenza e la madrepatria, alla diffusione della lingua e della cultura italiana e al rafforzamento dell’immagine del nostro Paese. I lettori, siano essi studiosi dell’emigrazione italiana o desiderosi di approfondire un aspetto fondamentale della nostra storia, troveranno nel Dizionario conferma che gli italiani all’estero hanno rappresentato e rappresentano una risorsa preziosa per l’Italia”.

Il demim racconta una pagina fondativa della storia italiana quale è stata la Grande Emigrazione tra Ottocento e  Novecento e che giunge fino ai nostri giorni con decine di migliaia di italiani che continuano a muoversi verso altre terre. Una pagina fatta di coraggio, di sacrifici, di sogni e conquiste e che ha visto partire oltre 27 milioni di connazionali, che oggi esprimono un portato di circa 80 milioni di oriundi (gli “italiani col trattino” sparsi nel mondo).

Il taglio del Dizionario è scientifico, i testi sono opera di studiosi esperti che hanno approfondito quasi ogni aspetto possibile del grande tema dell’Emigrazione italiana con gli strumenti analitici, le fonti accreditate, i richiami bibliografici in una prospettiva transdisciplinare.

Tuttavia il taglio è anche divulgativo, perché questi ricercatori e questi docenti universitari e gli altri studiosi che hanno raccolto anche solo per passione o per ricordi personali una messe di testimonianze, di illustrazioni, di documenti, hanno evitato un linguaggio troppo tecnico cercando una dimensione di servizio. E così hanno reso un servizio prezioso alle comunità degli italiani all’estero, ai discendenti degli emigrati rimasti o tornati in Italia, a quel tesoro di cultura, di storia e di società rappresentato dalle tante migliaia di associazioni di italiani espatriati; nonché alle pubbliche amministrazioni e a tutti gli italiani, direttamente legati a familiari emigrati oppure no, che desiderino sapere qualcosa di più di quei milioni di italiani e di oriundi che popolano l’Argentina, il Brasile, gli Stati Uniti d’America, il Canada, l’Australia, la Germania, la Francia, il Belgio, la Svizzera, solo per citare alcuni dei Paesi verso i quali i flussi migratori dalla penisola e dalle isole italiane sono stati nel tempo più imponenti.

Gli argomenti trattati appartengono tanto agli aspetti teorici, ai sistemi di valori, ai segni e ai simboli, ai sentimenti, alla psicologia, quanto a luoghi, fatti, oggetti concreti, pienamente delimitabili nel tempo e nello spazio. Del resto gli emigrati partivano – e partono, perché il fenomeno è ancora ben vivo nel XXI secolo anche se, come si potrà leggere nel volume, è alquanto cambiato – con la paura e con il passaporto, con la speranza e con i ricettari per continuare a mangiare cibi all’italiana; e hanno trovato la solitudine e il carbone delle miniere, la discriminazione e la carne che in Italia non potevano permettersi, la voglia di tornare in patria e il denaro da rimettere alle famiglie rimaste al paese d’origine.

Il Dizionario è strutturato in ordine alfabetico. Molti sono i rimandi, per facilitare il lettore nella ricerca di articoli che potrebbero presentarsi con l’uno o l’altro nome. Inoltre, ogni voce è accompagnata da una serie di rinvii finali, la traccia di un percorso guidato. Ogni lemma si conclude con una serie di riferimenti bibliografici grazie ai quali gli studiosi e gli appassionati potranno approfondire nelle biblioteche e nelle emeroteche o in rete. Sono circa 3 mila i testi segnalati in sigla alla fine dei lemmi e per esteso nelle 90 pagine finali che riassumono la bibliografia (e la sitografia in Internet con 350 indirizzi) della cui consultazione gli autori si sono avvalsi per redigere gli articoli-voce.

Le appendici tematiche riguardano, tra l’altro, l’emigrazione interna; il viaggio, le statistiche, la corrispondenza, l’alimentazione, la genealogia, la lingua, l’onomastica, la letteratura, la musica, il cinema, la fotografia, la devozione, l’associazionismo.

Il Dizionario è rivolto a un pubblico vasto ed eterogeneo, in quanto “manuale” della storia e dell’attualità dell’Italia alle scuole, ai giovani, agli amministratori pubblici, agli operatori culturali e commerciali, a chi ha lasciato l’Italia per seguire un proprio progetto migratorio ma vuole mantenere vivi e saldi i legami affettivi, identitari e socio-culturali con il nostro Paese.

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