De Mauro, viva l’italiano in parole povere

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Avvenire_logoVi proponiamo questa interessante intervista al linguista Tullio De Mauro pubblicata sul sito del quotidiano Avvenire. L’intervista, firmata da Roberto I. Zanini , descrive la situaizone della lingua italiana con partoclare riguardo al linguaggio dei testi legislativi e narrativi. Per il professor De Mauro uno dei “fari” guida dell’italiano scritto è la nostra Costituzione, vero e proprio monumento alla leggibilità.

De Mauro, viva l’italiano in parole povere di Roberto I. Zanini
«Una tradizione di oscurità». Quando Tullio De Mauro parla della lingua italiana così come viene utilizzata nei testi legislativi, nelle circolari ministeriali e nell’infinità di fogli burocratici, assume un atteggiamento fra il severo e il divertito. Severo perché, tranne la Costituzione, «che è un testo scritto molto bene, chiaro e di alta leggibilità», la legislazione che segue è «poco chiara, barocca, oscura, a tratti redatta in modo assurdo: fatta per essere compresa solo dai quattrocentomila avvocati e commercialisti italiani». Divertito perché fra le tante “assurdità” e “oscurità” non sono infrequenti delle vere e proprie chicche, come la legge sulle “navi ro-ro”: «Quando ne ho chiesto il significato ad alcuni amici parlamentari che l’avevano votata, sono caduti dalle nuvole»…(continua a leggere sul sito di Avvenire)

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