Cartoline dall’altra Italia – Tutte le puntate del 2016

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9colonneVi proponiamo la seconda stagione di “Cartoline dall’altra Italia” – viaggio nella nuova Emigrazione – la web serie realizzata dall’agenzia giornalistica 9colonne con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. Da Bruxelles a New York, da Rio de Janeiro a Shanghai: ogni settimana una nuova videointervista, visibile sul sito 9colonne.it, sul canale Youtube di Nove Colonne e sul sito del Ministero degli Esteri, per delineare l’identikit dei nuovi emigrati. Un racconto dinamico, spigliato, pratico e attuale dell’altra Italia, quella oltreconfine: i sogni, le aspettative, i paragoni, le gioie e le delusioni dei giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all’estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega al loro Paese.

 

Puntata 1: Marilena Ricciardi, una fundraiser a Londra

La prima “Cartolina dall’altra Italia” arriva da Londra e a inviarla è Marilena Ricciardi, 32enne della provincia di Salerno. Il sogno della British Culture ce l’aveva fin da ragazzina: “Da quando ho 13 anni mi ripetevo in continuazione che sarei venuta a vivere a Londra” racconta Marilena, che nel 2010 ha avverato il suo sogno trasferendosi definitivamente nella City. Adesso, lavora in un’organizzazione no profit dove si occupa di gestione e formazione di volontari, di marketing, comunicazione ed eventi di raccolta fondi. Con una laurea in Mediazione linguistica e culturale in tasca, a Londra Marilena continua a investire nella sua formazione seguendo un Master in Marketing and Fundraising.

 

Puntata 2: In Francia per studiare le meraviglie dei fondali marini

Trascorre la maggior parte della sua giornata sott’acqua per studiare le meraviglie dei fondali. Lorenzo Bramanti, biologo marino di Massa Carrara, ha viaggiato, anzi nuotato, in Taiwan, Polinesia e Spagna, per approdare definitivamente in Francia, a Banyuls sur mer, dove lavora al Cnr francese. Si sente il classico cervello in fuga, anche se la partenza è stata involontaria: “Il mio paese mi piace – racconta il biologo – ma tutto quello che ho imparato in Italia l’ho dovuto ‘regalare’ all’estero”. Ogni anno sono circa 3mila i ricercatori italiani che decidono di varcare i confini nazionali, per dirigersi prevalentemente nel Regno Unito, Francia, Germania, Belgio e Svizzera. Nelle sue tante esperienze all’estero, Lorenzo – che si occupa principalmente del corallo rosso, la specie marina più preziosa al mondo – ha avuto sempre un piccolo vantaggio: “Noi italiani siamo ricevuti ovunque con un sorriso sulle labbra e un approccio positivo”. La Francia è al quarto posto nella lista dei Paesi scelti dagli italiani: sono circa 366mila.

 

Puntata 3: Da Como in Galizia nel segno della moda

In un piccolo paese della Galizia, in quello spicchio di Spagna che si trova a nord del Portogallo famoso come meta conclusiva del Cammino di Santiago, vive Alice. La 36enne originaria di Olgiate Comasco, dopo l’Erasmus, ha compiuto la sua scelta di vita trasferendosi definitivamente in Spagna, come hanno fatto tanti dei 350mila studenti italiani che dal 1987 hanno scelto la Spagna come meta del programma Erasmus. Nella terza puntata  la storia di Alice, madre di due bambini e dipendente di una multinazionale che riunisce grandi brand della moda, nella quale si occupa del sistema informatico di gestione del personale: “Nel mondo della moda essere italiani ti dà una marcia in più, a partire dai tanti termini che vengono utilizzati nella nostra lingua a livello internazionale”.

 

Puntata 4: da Roma nel cuore delle West Midlands inglesi

La quarta “Cartolina dall’altra Italia” arriva da Wolverhampton, città nel cuore delle West Midlands inglesi, dove vive Simone, 39enne romano che per lavoro, e per amore, ha deciso di trasferirsi nel Regno Unito. Dell’Italia “mi chiedono soprattutto consigli per le vacanze, posti da visitare e cosa mangiare” racconta Simone che a Wolverhampton lavora in un’agenzia di assicurazioni. Nel mondo del lavoro non ha trovato nessuna difficoltà a integrarsi: “La nazionalità di provenienza qui non fa nessuna differenza, la mentalità è più aperta anche perché sono più abituati ad avere a che fare con diverse nazionalità e diverse culture”. Basti pensare che tra il 2011 e il 2015 il numero di immigrati intraeuropei nel Regno Unito ha raggiunto quota 3,3 milioni. Gli italiani residenti nel Regno Unito iscritti all’Aire sono circa 260mila e il numero è in continuo aumento: nel 2011 erano circa 187mila.

 

Puntata 5: In Finlandia per studiare la salute del mare

A Helsinki vive Letizia Tedesco, oceanografa al Centro di ricerca marino dell’Istituto nazionale. Innamorata da sempre della cultura finlandese, Letizia non si definisce un cervello in fuga, ma un’appassionata di ricerca: “Tutti i ricercatori italiani all’estero hanno coraggio e passione”. Frequentare la comunità italiana del Paese nordico, per Letizia, è “un arricchimento”. “C’è un Circolo degli italiani in Finlandia – racconta – dove vengono proposte varie attività, anche per i bambini”. Al 2012 gli italiani residenti in Finlandia iscritti all’Aire sono quasi tremila; la Lombardia è la Regione di provenienza principale, seguita dal Lazio e dalla Sicilia.

 

Puntata 6: La nostra lingua insegnata ai messicani

Cosa fa un italiano in una delle megalopoli più caotiche e pericolose del mondo? Cosa spinge un ragazzo di 22 anni a trasferirsi a Città del Messico? Ce lo racconta Davide Dalla Vigna: «Io dico sempre che sono venuto qui con un sogno e un’intenzione – racconta Davide – l’intenzione di continuare la carriera universitaria e concretizzarla insegnando l’italiano, il sogno è diventare un reporter qui, in uno dei Paesi più pericolosi del mondo». Davide lavora come professore di italiano in due università, nella Dante Alighieri e nell’Istituto Italiano di Cultura. Di Città del Messico – nonostante la tanta povertà, l’inquinamento e la criminalità – dice che è la “sua” città per via della crescente vivacità culturale che ha spinto tanti a battezzarla la “nuova Parigi”.

Puntata 7: Mar del Plata, una scelta d’amore

L’amore l’ha portato a trasferirsi in Argentina due anni fa: a Mar del Plata lavora nel Consolato italiano ed è presidente della Società Dante Alighieri. È Andrea Casiraghi, 40enne originario di Monza, a firmare questa settimana la nuova “Cartolina dall’altra Italia”. Grazie al suo lavoro, Andrea ha uno sguardo privilegiato sull’emigrazione italiana: “L’italiano che si trasferisce oggi in Argentina è giovane, tra i 25 e i 40 anni, e intraprende un viaggio così lungo soprattutto per amore”. In Argentina c’è la comunità italiana all’estero più numerosa, con 868.265 iscritti all’anagrafe consolare.

Puntata 8: Un cuore culturale in Uruguay

Curiosità, passione e un sogno da realizzare l’hanno portata a trasferirsi in Uruguay. Da 4 anni vive nella capitale Montevideo, dove gestisce un centro culturale insieme al suo compagno italo-uruguayano. Desirée Conti, 34 anni, non ha avuto problemi ad ambientarsi in Uruguay, anche perché, racconta, “la cultura del Paese è molto simile a quella italiana”. A Montevideo gli italiani sono ben radicati: “Ci sono tantissimi discendenti di italiani, qui la comunità italiana è grande e accogliente” spiega Desirée. Al 2012 sono circa centomila gli italiani residenti in Uruguay iscritti all’Aire. Si tratta prevalentemente di discendenti: circa il 40% della popolazione, infatti, ha origine italiane.

Puntata 9: Un professionista del suono a Berlino

Da un piccolo paese della Sardegna alla grande e multiculturale Berlino per lavorare come musicista, arrangiatore e sound designer. Nicola Fanari, 34 anni, vive nella capitale tedesca da sei anni e collabora con diversi artisti e studi di registrazione nella scena musicale berlinese. La differenza tra essere un artista in Italia ed esserlo a Berlino? “In Italia sei considerato solo un artista mentre qui in Germania fai un mestiere”. La comunità italiana a Berlino è in continua espansione: nel 2014 si sono trasferiti in Germania circa 14mila italiani; il Paese teutonico è sul podio come prima méta di emigrazione. “Noi italiani non abbiamo difficoltà ad adattarci – racconta Nicola – siamo molto bravi a comunicare con la gente e abbiamo un’empatia che molte altre culture ci invidiano”.

Puntata 10: Nel cuore dell’Europa per costruirsi un futuro

Jacopo ha 27 anni, una laurea in Scienze politiche e a Bruxelles è arrivato per dare una marcia in più al suo curriculum. Prima di approdare nella Capitale d’Europa, è passato per Spagna ed Estonia. Perché poi ha scelto Bruxelles? “Ho lavorato nel campo progettazione europea e questa città è la piazza principale dove i progetti finanziati dall’Europa si muovono maggiormente – racconta -. E poi per un ex studente di Scienze politiche è una meta piena di significato”. Jacopo è uno dei tanti giovani italiani che ogni anno decidono di trasferirsi in Belgio: a oggi sono circa 300mila gli iscritti all’Aire. A Bruxelles è impossibile non avere rapporti con la comunità italiana: è una delle più numerose del territorio, la terza dopo quella marocchina e francese.

 

 

Puntata 11: In Australia per insegnare la lingua di Dante

In Australia c’è un costante flusso di arrivi: i giovani italiani che negli ultimi dieci anni sono emigrati nella terra dei canguri sono più di 80mila. Tra di loro c’è Gaia, 25enne marchigiana, che a Melbourne è arrivata per insegnare italiano nelle scuole locali. Dopo vari soggiorni all’estero e con una laurea in lingue in tasca, Gaia ha deciso di trasferirsi dall’altro capo del mondo. La cultura australiana? “Multiculturale, accogliente e sportiva” racconta la giovane insegnante. L’Australia è un’antica terra di emigrazione italiana e, infatti, Gaia ha incontrato molti italiani arrivati lì molti anni fa: “Persone che hanno voglia di raccontare la loro storia e che possono capirti e consigliarti”. Protagonisti della nuova emigrazione, invece, sono i giovani che arrivano in cerca di fortuna: l’Italia è la terza nazione europea che utilizza il visto vacanza-lavoro in Australia.

 

 

Puntata 12: Nicola, architetto dei grandi eventi a Rio

Tappa a Rio de Janeiro dove vive Nicola, architetto della provincia di Napoli, arrivato in Brasile quattro anni fa. Dopo una prima esperienza di lavoro a San Paolo, Nicola approda a Rio dove entra nel mondo dei grandi eventi. Dalla Giornata mondiale della Gioventù a Rock in Rio, dal Carnevale alla Confederation Cup. Fino ad arrivare alle Olimpiadi 2016, dove Nicola si è occupato delle aree di hospitality. “È stato estremamente emozionante e adrenalinico – racconta Nicola -, non dimenticherò mai questo mondo rapido ed energico”.

Puntata 13: A Praga con la passione per le risorse umane

Una laurea in Filosofia, una passione per le Risorse Umane e la voglia di mettersi continuamente in discussione. Giulia, 29enne romana, è arrivata a Praga dopo aver fatto tappa a Dresda, Stoccarda e Londra: nella “città delle 100 torri” lavora nello Share Service Center di una multinazionale americana. A Praga, Giulia ha creato “una piccola famiglia di italiani” che come lei si è trasferita per lavoro e “un gruppo più grande multiculturale con amici di tutte le nazionalità”: la città ospita infatti giovani lavoratori provenienti da tutto il mondo. Sono circa 4000 gli italiani residenti in Repubblica Ceca iscritti all’Aire. “La nostra cultura qui è molto amata – racconta Giulia – e questo rende più semplice l’integrazione”.

 

Puntata 14: Boston, tra gli scaffali della prima libreria italo-americana

Un vero e proprio centro culturale che permette di immergersi nella cultura italiana e italo-americana. Si chiama I Am Books ed è la prima libreria italo-americana degli Stati Uniti, aperta a Boston, nel cuore di North End, da Nicola Orichuia, 34enne romano. Gli autori italiani più ricercati? “Elena Ferrante li batte tutti, anche Camilleri piace tanto in America, e poi cercano Calvino, Umberto Eco, Primo Levi”.  Non solo i grandi classici: nella libreria di Nicola c’è una grande richiesta di “volumi che hanno il testo a fronte in italiano che permette a chi sta imparando la nostra lingua di confrontare i testi”. L’italiano è, infatti, la quarta lingua straniera più studiata negli Stati Uniti. A Boston c’è una grande comunità italiana che raccoglie sia la vecchia emigrazione – quella degli inizi del 1900 e del secondo dopo guerra – sia una nuova ondata di giovani arrivati negli ultimi dieci anni. Sono circa 17mila gli italiani iscritti all’Aire; tanti anche gli italo-americani: nel solo Massachusetts superano quota 600mila.

 

Puntata 15: A Bruxelles sulle note del Belpaese

Sassofonista, compositore, arrangiatore, insegnante: Angelo Gregorio, 33 anni di Salerno, ha portato la sua musica a Bruxelles dove vive dal 2009. “Sono arrivato con le mie valige e il mio sassofono, la musica me la sono portata con me, ma qui ne ho trovata altra perché questo è un ambiente molto stimolante”. Angelo è direttore dell’Orchestra italiana Bruxelles, nata nel 2013, formata da 15 musicisti, quasi tutti di origine italiana. Un progetto nato per mantenere vivi i legami con la propria terra: “Un rapporto – racconta il giovane sassofonista – che va conservato altrimenti si perdono le radici e si perde anche la ragione per la quale si è andati all’estero”.

Puntata 16: A Dubai il lusso sostenibile made in Italy

Un’italiana nella capitale del lusso: Michela Simone, romana di 39 anni, ha fatto questa scelta 11 anni fa: «Gli arabi amano gli italiani: il cibo, la moda il calcio. Amano la nostra cultura e vedono una grande affinità fra la nostra cultura e la loro», spiega Michela che ha sempre lavorato nel mondo della moda e che oggi, attraverso una propria agenzia di comunicazione specializzata nel settore lusso, sta cercando di creare un mercato di nicchia dove promuovere l’idea di “lusso sostenibile” supportando linee di moda e gioielleria create secondo i principi del fair trade o ecosostenibili.

 

Puntata 17: A Barcellona tra lingua e integrazione

Destinazione Spagna: Barcellona. Qui vive Daniel, 34 anni, che insegna italiano per le imprese. “C’è un interesse molto vivo da parte degli spagnoli per l’Italia, si innamorano delle nostre bellezze culturali e della nostra cucina” racconta Daniel. Gli italiani a Barcellona rappresentano l’1,6% del totale della popolazione residente: i trasferiti tra il 2005 e il 2014 hanno tra i 25 e i 44 anni. La Spagna, infatti, esercita un potere di attrazione soprattutto sui giovani qualificati. “Il fatto che un italiano parli catalano – dice ancora il giovane insegnante – è visto in maniera eccellente ed è anche un fatto di integrazione”.

 

Puntata 18: Alla scoperta dei mille volti di Londra

A Londra è riuscita a integrarsi perfettamente in una realtà multiculturale: Isabella, da un anno e mezzo nella City, si occupa di risorse umane in un’azienda cinese. “Incontrare degli inglesi a Londra è una cosa rara, ma la cosa bella di questa città è che si riesce a trovare affinità con persone che provengono da culture molto lontane dalla tua”. Londra è la città multiculturale per eccellenza: più di un terzo dei suoi abitanti è nato in un Paese diverso dal Regno Unito. Il numero degli italiani è stimato intorno a 500mila, ma l’emigrazione dal Belpaese è in continua crescita: nel 2013 è aumentata del 65% rispetto all’anno precedente e del 77% nel 2014.

 

Puntata 19: I sapori del sud nel cuore di Singapore

La passione per il cibo e per la gastronomia italiana ce l’ha sempre avuta, tanto da farla diventare una professione ed esportare i prodotti della sua terra a Singapore. Qui Giuseppe – siciliano di 32 anni – ha una piccola attività che si occupa principalmente della produzione della focaccia del Sud Italia. “C’è anche un collegamento con le emozioni del passato in quello che faccio: usiamo il lievito madre che usavano i miei nonni e seguiamo la ricetta tradizionale, adattata al clima di Singapore”. “Molti prodotti li importo direttamente dalla Sicilia – spiega il giovane imprenditore -, qui sono molto affascinati dalla storia della focaccia”.

 

Puntata 20: Brasile, in scena la Napoli del teatro

In Brasile porta l’Italia, e Napoli, sul palco. Anita Mosca, attrice di teatro, vive a Belo Horizonte da circa sei anni dove lavora sulla scrittura del drammaturgo Enzo Moscato. “Le due culture si incontrano bene sul palco e ci sono tante collaborazioni tra i due Paesi che favoriscono scambi interessanti e residenze artistiche”, racconta Anita.  “I brasiliani – continua l’attrice – sono molto incuriositi dalla nostra cultura e dalla nostra lingua”. In Brasile ci sono circa 67mila studenti di italiano: a Belo Horizonte c’è una delle due scuole italiane del Paese; l’altra è a San Paolo.

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