Bonnefoy: un altro amante delle lingua italiana

0

avvenire

Vi proponiamo un articolo intervista a Yves Bonnefoy poeta, saggista, traduttore e critico d’arte francese.
Nel testo, firmato da Roberto Mussapi e pubblicato su quotidiano Avvenire, il grande poeta francese racconta il perchè l’Italia, ed in particolare la lingua italiana sono diventati parte della sua “anima”.

 

Bonnefoy: «L’Italia è parte della mia anima»
di Roberto Mussapi

Bonnefoy e l’Italia: un amore. Il grande poeta, uno dei giganti del nostro tempo, ha nel nostro Paese non solo una fonte tematica e ispirante, ma una parte della sua anima. “Parte dell’anima” non nell’accezione dei poeti della domenica (ove è sinonimo dell’ancor più imbarazzante “luogo dell’anima”), ma letteralmente: i suoi saggi su Mantova, sul barocco italiano, sulla Roma seicentesca sono memorabili. Come le sue traduzioni da Leopardi, straordinarie, da Petrarca (che migliora, facendolo drammaticamente moderno). Si può dire che la mitologia di Bonnefoy abbia alcuni punti di riferimento, archetipi: il teatro di di Shakespeare, il tema della realtà, e l’Italia. Che il poeta sente naturalmente, fatalmente legata alla presenza della realtà: tutto in questo Paese, dalla lingua alla pittura, dal Quattrocento al barocco, pare un potente atto di presenza, l’essere, concreto, corporeo, che si manifesta in un forma vivente e perdurante.

Ne parliamo da lustri. Ma mi accorgo di non avergli mai domandato come nacque, intendo a livello biografico, minimo, la conoscenza del nostro mondo. «Ho cominciato dalla lingua. La prima persona che ha veramente contato nella mia esistenza era corsa». Amava l’italiano, parlava volentieri la lingua corsa dei suoi nonni, nella loro casa sul mare di fronte a Capraia, e nelle intonazioni dell’isola Yves amava «appercepire la lingua italiana», che subito gli parve un luogo sul quale sostare, restare ancora: sì, definisce la lingua italiana, conosciuta magicamente in quegli anni, un luogo. La realtà: un luogo è qualcosa in cui puoi risiedere. E questo per Bonnefoy è naturale. Nella lingua risiedi, poggi, fai realtà. Un luogo misterioso, la lingua italiana, in quanto depositario «di tanti secoli d’ascolto dei segreti della vita».

Continua a leggere l’articolo sul sito del quotidiani Avvenire:
http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/BONNEFOY-.aspx

Condividi

I commenti sono chiusi.

error: Content is protected !!