Il Dizionario delle Collocazioni

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Paola Tiberii, laureata al Dams, poliglotta e traduttrice. Lavora nel management nel settore artistico. E proprio per la necessità di comunicare con realtà linguistiche tanto diverse che ha maturato l’interesse per il mondo delle parole e l’idea di un’opera pratica e utile anche per i non madrelingua italiana.

E’ da poco uscito il Dizionario delle Collocazioni. La combinazione delle parole in italiano, edito da Zanichelli.  Ne parliamo con l’autrice Paola Tiberii.

Aggiornato, autorevole, indispensabile, leggibile, maneggevole, poderoso, pratico, prestigioso, ricco, specifico, utile. Questi gli aggettivi previsti per la parola dizionario. Come definirebbe il suo?
Utile, pratico e maneggevole. Utile perchè suggerisce le parole più adatte per esprimersi in modo appropriato, corretto ed efficace. Pratico e maneggevole perchè è un dizionario semplice nella struttura e dall'uso immediato e intuitivo.

Che cosa sono le collocazioni?
Le collocazioni sono espressioni formate da due o più parole che per uso e consuetudine lessicale formano una unità fraseologica non fissa ma riconoscibile. Espressioni come vittoria schiacciante, freddo pungente, dormire profondamente, perdere tempo, sono collocazioni in uso nella lingua italiana. Il linguaggio infatti non è composto da una successione di termini autonomi ma da abbinamenti, ovvero collocazioni. Ovviamente le combinazioni possibili tra i termini sono molte, alcune più frequenti e comuni, altre più specifiche e raffinate, ma ogni collocazione deve rispondere al criterio di riconoscibilità come unità lessicale per risultare comprensibile. Se lanciare un appello è una collocazione in uso nella lingua italiana, e dunque riconoscibile, tirare un appello risulta invece incomprensibile. Ugualmente un significato può essere oscuro ma non buio.  La conoscenza e il corretto uso delle collocazioni sono fondamentali  per acquisire la padronanza di una lingua. Una competenza linguistica elevata è infatti caratterizzata non solo da corrette conoscenze grammaticali e sintattiche, ma soprattutto dall'impiego delle combinazioni lessicali proprie della lingua. Una scarsa abilità nell'uso delle collocazioni produce invece un linguaggio poco articolato e con una ridotta possibilità di comunicazione.

A cosa serve questo tipo di dizionario?
Il Dizionario delle collocazioni è uno strumento pensato per arricchire il lessico e favorire un linguaggio più accurato e ricco di sfumature.  Considera le parole per la capacità di combinarsi tra loro e per ogni voce elenca una serie di abbinamenti tra sostantivo e aggettivo, sostantivo e verbo, verbo e avverbio  e aggettivo e avverbio. Se per descrivere un film  vogliamo usare un aggettivo meno generico di “bello”, il  dizionario suggerisce  appassionante, avvincente, emozionante, imperdibile, intenso o magistrale.
Spesso le corrette combinazioni non possono essere desunte da un ragionamento o da una regola: pensiamo alle espressioni tessere un elogio, rabbia cieca o discussione accesa. Può essere utile dunque avere a portata di mano un testo che elenchi una selezione di collocazioni tra cui individuare quella più adatta ad esprimere l'idea che si vuole comunicare. 

Come è stato realizzato?
Per la realizzazione sono stati consultati vari corpora letterari senza trascurare il linguaggio parlato, i film e il linguaggio giornalistico. La ricerca ha prodotto un numero elevato di  collocazioni tra cui sono state selezionate quelle che rispondevano a criteri di frequenza d'uso nella lingua contemporanea.

A chi è rivolto?
Il Dizionario delle collocazioni è rivolto a tutto coloro che usano la lingua italiana. E' di grande aiuto per gli stranieri che studiano l'italiano perché le collocazioni sono tipiche di una lingua e non sempre hanno corrispettivi identici in un altra. L 'errore dunque è sempre in agguato: il nostro prestare attenzione ha il suo corrispondente inglese in pay attention, letteralmente pagare attenzione. Oppure nero e bianco, espressione che suonerebbe immediatamente strana alle orecchie di un italiano ma potrebbe non essere percepita come tale da uno straniero.

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