Pinocchio, una storia sempre nuova

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Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (1881-1883) che ora arrivano nell’Edizione Nazionale delle opere collodiane sono nuove per varie ragioni. Pur collocandosi quanto a testo critico nella scia dell’edizione di Ornella Castellani Pollidori (1983), questo Pinocchio curato da Roberto Randaccio reca innovazioni testuali, fra restauri e annotazioni, che illuminano ulteriormente i rapporti di Collodi con la cultura italiana ed europea: non solo i classici antichi o Dante, Ariosto, Manzoni e Schiller, ma anche De Rossi e Bandettini, Pananti o Codebò. Risalta la concezione formale di Collodi, secondo cui, all’insegna della parodia e dell’umorismo, si può fare il romanzo con tutto: la cultura alta e quella orale; la fiaba, la favola, la cronaca, la poesia, il teatro e i suoi copioni d’ogni genere; la musica, dal melodramma all’opera buffa, inclusi i libretti, fino alla canzone popolare; l’arte o la politica.

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